Tutti sanno benissimo che l’uomo è dotato di cinque sensi… ma molti parlano di un sesto senso che forse esiste o forse no.. è un qualcosa di indefinito che va al di là dell’intuito, insomma “una specie di magia” che ogni tanto sentiamo dentro di noi e che seguiamo incondizionatamente senza alcuna razionalità. Il 9 febbraio 2015 ho avuto la prova che effettivamente il dubbio sull’esistenza del sesto senso è lecito….

Arrivo a Milano in auto verso le 13:00, la giornata è splendida e neanche troppo fredda per essere ancora pieno inverno. Decido di pranzare velocemente e di uscire al più presto possibile dall’appartamento dove ero ospitato e dirigermi in centro con la metro. Sapevo che Brian e Roger erano già a Milano grazie ad una foto che aveva pubblicato Adam su Twitter il giorno prima.

Ero quindi molto nervoso… non avevo idea di quale fosse realmente l’hotel in cui alloggiavano, forse ancora al blasonato (fin troppo) Principe di Savoia o forse al Four Seasons… per il quale qualche giorno prima avevo scoperto l’esistenza di una connessione diretta con la Barley Arts (il promoter italiano dei Queen + Adam Lambert, ndr). Non avendo alcuna certezza decido di scendere in piazza Duomo con la folle speranza - statisticamente parlando quasi del tutto inesistente - di incontrare per strada Brian o Roger. Naturalmente consapevole dell’irrazionalità del gesto decido di optare per il bersaglio più semplice da individuare fra la folla oceanica della piazza: Brian! In cuor mio la speranza vera era quella di incontrare ancora una volta Roger, da sempre il mio membro dei Queen preferito, ma ero anche consapevole (memore del primo incontro avuto con lui dieci anni prima) che per strada lui cerca di passare molto inosservato: occhiali da sole, cappello e bavero alto della giacca, per cui l’impresa era abbastanza complicata… considerato che non mi trovavo certo in un paese con un migliaio di anime ma nella seconda città più grande d’Italia!
 

Quel 9 febbraio pomeriggio non ero solo… era con due amiche, per cui potevo contare anche sui loro occhi per la ricerca. Durante il tratto in metro fornisco loro informazioni su come riconoscere Brian o Roger… cosa non semplice dato che loro non erano fans.
 

Ore 15:15 circa, usciamo dalla metropolitana al Duomo per dare un’occhiata rapida (e inutile) alla piazza piena di gente intenta per lo più a farsi i selfie e a dare da mangiare ai piccioni... nessuna traccia della nostra “Silver Fox” né tanto meno di “Arty”.
 

Ore 15:20 circa, entriamo nella Galleria Vittorio Emanuele con l’obiettivo di attraversarla per raggiungere la Scala (altro punto nevralgico per un avvistamento). Appena dentro inizio a guardare a destra e sinistra nella speranza di riconoscere qualche membro della band… e improvvisamente appena raddrizzo lo sguardo vedo un signore con un berretto nero con visiera, occhiali da sole e barba bianca che fuoriesce dal bavero di un elegante cappotto marrone chiaro, accompagnato da un uomo abbastanza imponente (quasi 2 m) vestito di nero e da una signora bionda dall’aspetto trascurato (non ho mai capito chi sia, ndr). Mi fermo e dopo qualche secondo dico: “è Roger! Ragazze quell’uomo che ci sta venendo incontro è Roger Taylor!”. Incredulo, rimango ancora impietrito qualche istante e poi con una inaspettata freddezza incarico subito le mie amiche di scattare le foto mentre io vado ad incontralo.

Aspetto che Roger mi passi di fianco e mi avvicino dicendo un semplice “Sorry” senza nulla in mano… ma non va… la sua guardia del corpo mi fa cenno con la mano di allontanarmi e dice: “ No, no” e Roger continua a tirare dritto anche se con la coda dell’occhio (visibile di profilo) si gira verso di me. A questo punto tiro fuori dalla tasca della giacca  il cd di ANATO e un pennarello nero… riprovo: “Sorry Mr Taylor, can I have a signature please?” Adesso Roger si ferma e si gira verso di me sorridendo: “Yeah sure!” e prende in mano il cd per l’autografo… la guardia del corpo rimane in silenzio attaccata a lui, rimango quasi totalmente muto per via dell’emozione… non riuscivo più ad elaborare una frase in inglese ma faccio a tempo ad indicare a Roger le mie amiche che stavano nel frattempo scattando foto e lui sorride e si mette in posa alzando il suo pollice destro! Un po’ per fare il burlone - come spesso fa -  un po’ come segno di approvazione per il mio comportamento discreto. Purtroppo sono pochi secondi e lo scatto di questa posa è perduto… ma non fa niente, ci sono altre foto e anche un autografo che testimonieranno l’incontro. Saluto Roger ringraziandolo: “Thank you very much!” e lui continua a sorridere salutandomi con la mano. Bene l’incontro di circa un minuto è riuscito però… posso veramente farlo fuggire così? No!

Roger si dirige verso piazza Duomo e allora con estrema discrezione decido di seguirlo…  a distanza di circa 50 m.  Lui naturalmente immerso nella folla oceanica della piazza non si accorge di nulla e appena arrivato davanti al Duomo prende il suo cellulare dalla tasca e inizia a fare alcune foto alla chiesa come un qualsiasi turista. Si dirige poi verso corso Vittorio Emanuele  e lo percorre tutto fermandosi ogni tanto a guardare qualche vetrina (Roger aveva già fatto il suo shopping dato che portava in mano un sacco nero con fiocco, ndr). Arriviamo fino a piazza S. Babila e Roger gira a sinistra in direzione via Monte Napoleone… nota via dello shopping milanese. Continuo a seguirlo perché ero convinto che tornasse in hotel… e infatti non mi sbagliavo.

All’altezza di via Gesù Roger gira improvvisamente l’angolo e si volta indietro prima a destra e poi a sinistra per essere sicuro di non essere seguito! (Lo stesso fa la guardia del corpo). Io faccio appena in tempo ad appiattirmi contro un furgone parcheggiato. Dopo che Roger è scomparso in via Gesù vedo il cartello all’ingresso della via “Hotel Four Seasons” ok… loro stanno lì, ci rivedremo presto! (Forse….).

 

Il giorno dopo, prima del concerto e la mattina successiva, sono tornato all’hotel con la speranza di incontrarlo nuovamente (avevo ancora il “Best” da fargli firmare) oppure di vedere Brian…  un vero fantasma che si è concesso ai fans solo alle 2:30 di notte al ritorno dal concerto. La fortuna però in questi casi passa solo una volta (oppure ogni dieci anni nel mio caso) e Roger, dopo averlo visto in gran forma al concerto il 10 sera, lo rividi solo in uscita dall’hotel in taxi verso le 13:40 dell’ 11 mattina. Io, provato, dai pedinamenti e piantonamenti precedenti decisi di mollare e andare via… Naturalmente la mia resa l’ho pagata cara perché “Arty” tornò poi di nuovo in hotel dopo le 16:00 convinto magari di non trovare più i fans ad attenderlo, ma così non fu… un gruppo di ragazzi tenaci dopo circa 8 ore di attesa ricevettero anche loro il meritato premio! Roger ha concesso  loro dei minuti per qualche rapida foto e autografo.
 

Era l’11 febbraio pomeriggio e verso le 15:00 ho deciso di tornare alla metro del Duomo per andare via… scendendo le scale e guardando ancora una volta l’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele ho pensato “Sì,  passare nel posto giusto, al momento giusto… è stata sul serio una specie di magia!”.

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