Non vi ruberò troppo tempo. Amo l’album Barcelona. Lo amo per la voce di freddie mercury, per quella della Caballè, per il piano di Mike Moran, per i suoi arrangiamenti e per la produzione di David Richards.

Lo amo per i Synth che sono stati usati, che mirano a riprodurre una orchestra. Volutamente Freddie Mercury non ha voluto un’orchestra. Non avrebbe potuto esercitare il controllo pieno che voleva, su un gruppo cosi elevato di persone. Non avrebbe avuto la musica, gli effetti che desiderava.

E per questo decise di non ricorrere all’orchestra e di usare i synth. Che non sono i primi synth del 1980, ma sono dei signori synth, i migliori dell’epoca.  E comunque li suonavano Mercury, Moran e Richards.

L’album nacque bello, potente. Cosi come bella e potente era la base strumentale. Per gli amanti dell’album, era perfetto cosi.

Oggi, nel 2012, ci viene riproposto l’album ri-orchestrato.

Serviva davvero? A mio avviso, no!

Non serviva far risuonare l’album ad una orchestra. Non aggiunge nulla all’album. Anzi, forse la base musicale è addirittura meno potente dell’originale. Forse più omogenea, anche se in alcuni punto appare quasi ‘vuota’. Ma meno potente, anche se, a mio avviso, ci sono parecchi punti in cui la nuova base strumentale copre le voci, o comunque le deprime, le schiaccia. In alcuni punti, sembra che la base strumentale venga da una parte, e le voci dall’altra. Più lontana. Ed il cantato, ne esce meno nitido, meno puro, meno potente. Problema di mixaggio, forse.

Serviva far suonare la batteria ad un batterista? No! La drum machine dell’album originale sarà stata artificiale, sarà stata finta. Ma si adattava bene al tutto. Rufus Taylor sarà un bravo batterista, non si discute. Ma la sua batteria, soprattutto in How Can I Go On, c’azzecca poco niente. Se ne poteva, serenamente, fare a meno.

Serviva ridisegnare la copertina? Sarò noioso. Ma… a mio avviso, no. La foto di Freddie e della Caballè, della prima edizione del 1987 era di una bellezza disarmante. Già cambiarla nel 1992 fu un mezzo delitto. Ma questa? Dai…

Ma comunque sia.. ormai abbiamo questo disco, ascoltiamolo per quello che è, per il tentativo, comunque da riconoscere, di ridare nuova vita a questa collaborazione, per cercare di farla conoscere ai più giovani o comunque a coloro che, all’epoca, se la lasciarono fuggire.

Che poi lo stesso lo si ascolta volentieri. Se non si vuole fare il pignolo, come io stesso sto facendo, molte delle magagne sopra evidenziate, passano inosservate. Ma se volete davvero gustarvi l’album Barcelona come merita di essere ascoltato, consiglio di recuperare la versione rimasterizzata del 2000. L’album come l’ha voluto freddie, in ottima qualità audio.

Lascio per ultima quella che è, a mio avviso, una grandissima pecca del progetto e dell’edizione deluxe, altrimenti ben curata (anche se priva di alcun inedito).

L’esibizione di Freddie e della Caballè al Ku Club di Ibiza è stata pubblicata per la prima volta. Ma, orrore degli orrori, l’audio originale, con la versione del 1987, che i due artisti ‘mimarono’ in quella sera di aprile, è stato sostituito dalla versione 2012.  Un falso storico, un ‘insulto’ al fan. Una delle poche esibizioni di Barcelona, inedita in qualità dvd, rovinata da un audio che non è quello pensato da Mercury e non è quello su cui Mercury cantò in playback quella sera. Sarò pignolo, ma questo è davvero un colpo gobbo.

Idem per quanto riguarda le esibizioni di How Can I Go On e The Golden Boy da La nit festival a Barcellona. Una cosa senza senso.

In sintesi, tralasciando questi ‘orrori da gustare’ dei video manipolati, mi ritrovo nelle parole di Mike Moran, il grande escluso di questa riorchestrazione, che alla domanda sul perché avesse rifiutato di partecipare al progetto, ha risposto "perchè la versione che voleva Freddie è quella originale”.

Davide

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