DW: Prima di tutto quale sarà il futuro del gruppo? Ci sono  state talmente tante voci da parte della stampa musicale che il gruppo si sta separando?

"Non lo so, penso che alla stampa farebbe piacere vederci separati", risponde Freddie " ci vorrebbe molto però. Per me è una di quelle cose stupide, sai com'è, dopo diversi anni, il pubblico vorrà avere il gusto di provare..."


DW: Da quanti anni è ora?

"Otto, otto o nove anni, che siamo insieme.."


DW: E' la fine?

"No, assolutamente no".


DW: Però avete attraversato un periodo molto difficile, non è vero? Quando è successo?

"Beh, per tutti è così.. succede a tutti. Sì, sì è vero. Ci sono stati dei momenti in cui ho penato di farla finita. Però ci sono ancora tante cose, come la musica, che vogliamo fare, ci sono ancora tanti progetti, tipo ci hanno offerto di fare il film Flash Gordon, lo sapevi?"


DW: No, Davvero?

"Sì, la musica, la colonna sonora".


DW: Cos'altro c'è di nuovo all'orizzonte per gli anni ottanta?

"Beh, credo che prossimamente, dopo che avremo finito questo tour, faremo un album in studio, lo finiremo, perché le canzoni che sono uscite, quelle che stanno uscendo ora, inizialmente dovevano fare parte di un album che non abbiamo finito, quindi praticamente dobbiamo finire quello, e questo sarà il prossimo passo".


DW: Ora, che ne dici di te stesso, Freddie, sul piano personale, per il nuovo decennio? Ti stai imbevendo un po' di Covent Garden quest'anno ( che bella parolina..).

"Sono stato molto coraggioso".


DW: Sei stato molto coraggioso, molto coraggioso. Quali cose personali ti piacerebbe fare? Hai qualche progetto? Ti piacerebbe fare cinema o teatro?

"No, non molto".


DW: Ma hai apprezzato questa esperienza?

"Si, voglio dire, cantare a testa in giù è meraviglioso! Non è una cosa che si può fare tutti i giorni!"


DW: E per di più al Covent Garden.

"Oh, sì, è stata davvero una cosa spaventosa, onestamente ma anche una cosa divertente. Mi ricordo come tremavo dietro le quinte, ma lo dovevo fare, perché è sempre così, quando di trovi fuori dalla tua.."


DW: Dalla tua sfera?

"Sì, è molto più difficile perché, voglio dire, devi.. beh, a me piacciono le sfide.
Sarei curioso di vedere Mick Jagger fare una cosa del genere, oppure Rod Steward!


DW: Freddie, per quanto tempo hai vissuto fuori dalla Gran Bretagna come esiliato fiscale?

"Per quanto tempo?"


DW: Si.

"Un anno".


DW: E da ora in poi rimarrai sempre a vivere qui?

"Si, sicuramente".


DW: Hai provato anche a New York, vero, a vivere a New York?

"Si, questo è vero. Successe quando stavo all'estero per metà dell'anno che pensai che mi sarebbe piaciuto vivere a New York".


DW: Ti è piaciuto?

"Adoro New York, mio caro, è meravigliosa, però quando mi ritrovai veramente a viverci…è completamente diverso quando pensi che ci dovrai vivere perché non si può vivere a New York al passo che tieni quando ci vai in viaggio. C'è un'aria diversa, e quest'idea non mi piaceva, pensavo che avrei preferito.."

DW: Non saresti riuscito a combinare nulla sul piano del lavoro, vero?

"No, sarei morto nel giro di una settimana! Volevo provare, solo provare, e fu così che mi misi a ceraci casa. Vidi degli appartamenti sulla West Avenue, che posto meraviglioso, e stavo quasi per comprarne uno; questo successe prima che il governo Thatcher entrasse al potere, e quando ci tornammo dissi, ma perché no? Ma questa volta non ebbe niente a che vedere con il discorso dei soldi sinceramente. Però sentivo che volevo stare in Inghilterra e che volevo che desideravo una specie di casa di campagna a Londra. Mi ci è voluto un sacco di tempo.."


DW: Ne hai trovata una?

"No! La sto cercando… a Wimbledon, adorerei vivere a Wimbledon. Non mi interessa avere un sacco di terreno, io voglio solo una bellissima casa con un pezzo ragionevole di giardino…io voglio essere, cioè sono un uomo da città!"


DW: Dove abita la tua famiglia, dove stanno i tuoi genitori?

"Nel Middlesex. I miei genitori abitano a Feltham".


DW: Ti tieni spesso in contatto con loro?

"Beh, se ho da fare. Se sono fuori durante l'anno è chiaro che non posso, però gli telefono, certo.
Ma non li vedo molto spesso…non vedo mia madre da un bel po', ma questo perché ho avuto molto da fare, ma lei viene ai miei concerti e io le dico ciao, e va bene così..."


DW: Ma ce li hai ancora?

"Si, si".


DW: E come te la cavi con la tua ricchezza, voglio dire quella è una cosa che molti musicisti trovano..

"Me la cavo piuttosto bene, per dire la verità. Spendo tutto!Spendo, spendo, spendo!"


DW: Davvero?

"Beh, a cosa servono i soldi? Non sono uno di quelli che prende i soldi e li nasconde sotto il materasso!"


DW: Conosci qualcuno che lo fa?

"Si, ma non ti dirò chi…Ne conosco diversi, diverse persone che fanno un concerto e poi tornano subito a casa per contare i quattrini. Io non sono così".


DW: Non è vero che conosci gente così!

"Si invece, ne conosco almeno un paio".


DW: E per cosa li spendi questi soldi, ancora per comprare antiquariato e cose simili, quadri?

"Questo ti piacerà! Ieri ho fatto shopping da Cartier.. hanno della roba bellissima, ma me ne ricordai all'ora di chiusura, stavano chiudendo, sono sicuro che è capitato a tutti. Così ho telefonato per chiedere se potevano stare aperti per me e così hanno fatto. Quindi era tutto chiuso, io sono entrato e mi sembrava di essere Zsa Zsa Gabor, ho chiesto se non avessero qualcosa di un po' più giovane."


DW: Quando hai speso?

"Tutto compreso?????????No, non te lo dico, migliaia, decine di migliaia".


DW: Ti sei dato alla pazza gioia!!

"Sì, ed è stato bello. Ho comprato un mucchio di spazzatura da Cartier, ma sono stati molto gentili".


DW: Certo, scommetto che hanno pensato: ecco un ottimo cliente!

"Ma mi conoscono già".


DW: Poco ma sicuro!

"C'era anche un certo Mrs.Parks, ci va anche Elton, lo sai, tutti gli anni a Natale".


DW: Niente per te stesso?

"Per l'appunto no. Amo fare regali, è il più grande piacere. Ed è quello che fa anche Elton. Entra lì e dice: prendo 40 di questi! Per me è questo il divertimento dello shopping. Io sono semplicemente condizionato per uscire e spendere".

DW: Quello che volevo chiedere era, come fai a mantenere il tuo entusiasmo per quello che stai facendo?

"Soldi!"


DW: Perché ora sono dieci anni, vero?

"Naturalmente tutti noi lo facciamo per soldi, ed io non ho paura a dirlo, ma certamente anche per la gloria.Sarebbe abbastanza, è abbastanza facile per me…non soltanto per soldi, penso che sia solo un qualcosa che facciamo da tanto tempo. Siamo arrivati al punto in cui, in modo un po' strano, in particolar modo in Europa, i Queen hanno avuto una specie di rinascita dopo tutti questi anni. Dopo essere stati assenti per due anni, io pensavo, sai com'è, probabilmente si saranno dimenticati di noi, ma è stato quasi come una rinascita.Questo ( The Works)è stato uno dei nostri album più forti e abbiamo già avuto tre canzoni nella top ten, cosa mai accaduta con qualsiasi altro album, non riuscivo a crederci e perciò sono quasi sbalordito. E' come dicevo…Finché quei “ mascalzoni” non smetteranno di comprare i nostri dischi, noi saremo sempre qui!"


DW: Si?

"Eccome, se ci vogliono, noi ci saremo!"


Dw: Sì, questa è una bella battuta.

"Abbiamo molta fiducia in noi stessi e siamo ancora molto coinvolti adesso, il che in effetti è strano, e ora siamo molto piu' seri. Prima mi ricordo eravamo gasati e pretenziosi e tutti dicevano che eravamo anche pomposi. Certo alcuni di questi elementi ci sono ancora, ma credo che abbiano aggiunto un po' più di umorismo nelle cose. Credo che il video di 'I Want to Break Free' abbia quasi scioccato tante persone perché non ci credevano capaci di fare una cosa del genere e lo abbiamo fatto, anche se solo per il fato che ci chiamiamo Queen".


DW: Si

"Che un gruppo rock o heavy metal che dir si voglia, abbia fatto questo è stato molto eccitante, e ci siamo calati nel ruolo con una spaventosa facilità. Dio Mio, avresti dovuto vederci.. E ci siamo messi il trucco".


D.W: Avete fatto tutto da soli?

"Sì, questa è stata una delle tante sfide".


DW: Guardando il concerto c'è da meravigliarsi su come la gente abbia già imparato tutte le parole di 'I Want to Break Free'. E sanno a memoria tutti i movimenti come nel video di 'Radio Ga Ga'.

"Sì, abbiamo fatto soltanto quattro concerti, ogni volta si sperimentavano piccole cose e stasera è la prima che abbiamo fatto quella canzone e ho pensato, Ci provo, so che la canteranno'. Con 'Love of My Life' il pubblico partecipa, ma 'I Want to Break Free' è abbastanza nuova. Ho rischiato e ovviamente l'hanno cantata!"


DW: E' stato fantastico.

"Quasi commovente".


DW: Allora Freddie, perché vi siete presi quella pausa dal lavoro in studio? Dovete averne avuto veramente bisogno. Come mai?

"Sì, è vero. Ne avevamo bisogno. Ci stavamo impantanando in una specie di solco, io volevo uscire da questi ultimi dieci anni di routine, era tutto routine, tipo vai in studio, fai un album, vai in tour, giri il mondo, lo vendi a più non posso, e quando torni a casa è già ora di ricominciare a farne un altro. Ora, una routine così va bene quando sei all'inizio, perché devi mantenere il ritmo per farti conoscere, se posso dire così, ma dopo un po' e' come un pittore, credo, sai, dipingi, dipingi, poi ad un certo punto devi tirarti indietro per guardare il lavoro, cambiare prospettiva. Ed è esattamente quello di cui avevamo bisogno. Dovevamo per prima cosa stare lontani l'uno dall'altro perché, sai, delle volte continui con la routine e non ti accorgi che stai andando giù. Poi a me serviva una pausa per pensare e per fare altre cose. Tutti noi abbiamo bisogno di questo".


DW: Certo.

"E credo che abbia aiutato".

DW: Tu hai questa immagine molto forte ed arrogante sul palco , ma voglio dire, quello sei veramente tu, oppure…

"Veramente no! Devo lottare contro questo stereotipo perché, parlando di costruire un rapporto, sono assolutamente la persona più piacevole che potresti incontrare, mio caro,! E' proprio così la mia immagine pubblica, mi penalizza molto nel privato e quindi, il più delle volte, devo praticamente lottare contro il mio personaggio, quello che va sul palco e per come la gente pensa che io sia. E' proprio così e penso spesso di aver creato un mostro, mi sono fortificato per un lato, ma poi per costruire una relazione devi anche trovare qualcuno che mi accetti per quello che sono fuori dal palco ed è molto difficile. Tenti di separare le due cose, ma è come separare le due facce di una moneta. Credo che con il passare degli anni io sia diventato più cauto, l'ho imparato dai miei errori, nel modo più difficile e amaro, ma questo mi ha reso più forte ed ora non mi fido più di nessuno".


DW: Davvero?

"Sì. Più ti apri, più vieni ferito. Mi sembra di andare in giro tutto pieno di cicatrici, da tutte le parti. Non penso proprio di sopportare un'altra cicatrice".


DW: E questo è veramente molto triste quando chiaramente, sedute tra il pubblico, ci sono tantissime persone che chiaramente ti amano, non è vero?

"E' così,uno può essere amato da tutte queste persone ma può sentirsi molto solo allo stesso tempo. E ancor peggio e frustrante è che la maggior parte delle persone penseranno che non è possibile. Diranno: “Ha i soldi, le macchine, autisti, ha tutto!”E infatti questo tipo di solitudine è la più dura da sopportare".


DW: Così alla fine non appartieni a nessuno.

"No, devi conviverci e per me è molto difficile aprirmi con le persone. Non mi fido più molto".


DW: Quindi sei rimasto piuttosto deluso dalla gente, della vita in generale, vero?

"Sì e no. Sono deluso, ma credo di aver più controllo su me stesso e mi sembra di essere più consapevole, sono come due cose in contrasto, vero? Questa è la verità. Delle volte vorrei non parlare così tanto, voglio dire non parlare con le persone solo per trovarne sempre di più. E purtroppo più ne trovo e più mi rendo conto di quanto possano essere crudeli e profittevoli".


DW: Si dice che gli artisti cambiano colore, vero?

"Sì, certo che si cambia, ma ci sono state due tappe. Sarei sciocco se cercassi di negare il fatto e dire che il successo non mi ha cambiato, nel senso di essere snob o arrogante, ma quella è stata una tappa, alla prima tappa ero il numero uno, sai, mi credevo davvero bravo, il migliore. Ma dopo sono arrivato a capire che si può gestire il successo diversamente,e, per arrivare al punto, voler fare riconoscere alla gente che io sono normale. Capisci cosa voglio dire? Intendo tutte quelle c****te che pensano di Freddie Mercury.
Ci sono state quindi due fasi: il successo che mi ha cambiato e adesso mi ha fatto cambiare di nuovo. Voglio dire, caro, nella vita non si può solo vincere, e ho accettato la mia solitudine. Con tutti i soldi che ho, un po' di felicità potrei averla lo stesso. Okay, so che i soldi non possono comprare la felicità, ho appena scritto un pezzo intitolato proprio così ( Money Can't Buy Me Happiness, rimasto inedito fino al 2000 ed incluso nel cofanetto “ The Solo Collection”), dipende da chi sei. Se puoi? A volte sì. E' un altro modo di essere felici. E' come quando faccio un regalo a qualcuno. Sono molto più felice io di chi lo riceve. Amo molto questo".

DW: Freddie, pensi che molte persone abbiano riconosciuto la sensibilità che hai dentro di te?

"No, credo che la maggior parte della gente non se ne renda conto per niente. Non sono uno che va in giro a dirlo alla gente. Ho veramente pochissimi amici e poche persone veramente intime, e questo sarà sufficiente. In questo lavoro è veramente molto difficile avere veri amici".


DW: Una domanda ricorrente che probabilmente hai già sentito è il detto che il rock'n'roll ti ha rovinato. Sei d'accordo?

"No darling, per nulla. Sono io che ho il controllo e posso governare le cose. E' come se il rock fosse una droga, ma una droga che tu stesso governi. La gente è convinta che chi lavora nel business della musica prenda o spacci droga, per quanto mi riguarda non è così, per me questa è una sfida. Nello stesso modo come lo è anche l'amore.
Anche se hai il controllo della situazione, non devi mai pensare che sia tutto a posto e tutto ormai facile altrimenti non andrai lontano, sarebbe la fine.
Ci sono passato molto tempo fa, ma grazie a Dio, ho avuto l'intelligenza di rendermene conto, sono arrivato a questo punto e mi dispiacerebbe che una cosa del genere mi rovinasse.
A me non serve nessun stimolo esterno, vedi, non ho bisogno d'altro, sento che mi basta già la fantasia intorno e dentro di me, è davvero sufficiente. Certo se qualche volta voglio un piccolo brivido, non ho bisogno di molto, sai è come bere, è divertente.
Ma non ho bisogno di stimoli esterni totali, che prendano il controllo del mio corpo in modo da non saper più quello che faccio. Una cosa che davvero è innata in me, odio perdere il controllo in quel modo, posso fare qualsiasi cosa, ma devo sempre essere certo di avere il completo controllo di me stesso.
A causa di quello che faccio quando sono sul palco, molti pensano che mi comporti così anche fuori. Se lo facessi molto probabilmente sarei già morto da tempo. Comunque sono un tipo vivace, mi piace fare le cose velocemente, è la mia natura".


DW: Senti qualche obbligo morale nei confronti dei giovani che ti seguono nel tuo stile di vita?

"Il mio compito è fare musica, e se gli piace la comprano. Tutto qui. Attraverso la musica, e credo che sia molto sicura, senza sfumature politiche e non vorrei neanche che ne avesse, non intendo cambiare le loro vite dall'oggi al domani. Non voglio coinvolgerli in messaggi di pace o altre cose del genere con le canzoni, voglio soltanto che si divertano. E' una forma di evasione e voglio che si divertano con la mia musica per il tempo che gli pare, poi, quando non gli piace più possono semplicemente buttarla nel cestino! ( risate…)
Non mi preoccupo di questo fatto, non diventerò certo Eva Peron della musica, non starò certo a pensare se entrerò nella storia “ Dio mio, credevo che avrebbero capito dopo la mia morte che avevo creato qualcosa, che avevo inventato qualcosa, non dimenticatevi di me…
Davvero non mi importa, perché io sono nato per vivere, mi sono divertito e voglio continuare a divertirmi. Se anche solo un po' di tutto questo arriva alla gente, se la mia musica rende le persone felici, allora questa è una cosa meravigliosa che rende molto felice anche me".

DW. Credo che tu stia lavorando anche ad un progetto da solista, è vero?

"Sì, ma in effetti devo ancora incominciare. Appena finito il tour andrò in Germania e rimarrò lì credo per tre mesi, voglio davvero andare vanti con questa cosa. Ho molte idee e altre cose che mi porto dietro da anni, in molti mi chiedevano quando avrei fatto un disco da solo, perché gli altri del gruppo lo avevano già fatto, pensavano che sarei stato io il primo ed invece ho aspettato. Volevo semplicemente aspettare il momento giusto e avere il tempo di fare le cose con calma".


DW: Hai scritto tutto da solo? Senza nessun altro?

"Beh, naturalmente non ho ancora finito di scriverlo, ma vorrei che altri partecipassero al disco. Ho lavorato con Michael Jackson circa sei mesi fa, abbiamo registrato tre pezzi insieme ma che dobbiamo ancora completare".


DW: Veramente?

"Sì e secondo i suoi programmi e i miei potremmo rimetterci al lavoro insieme e una delle canzoni potrebbe far parte del mio disco".


DW: Buona idea. Ma non credi che adesso la gente dirà che ti lanci nella carriera solista e che lascerai i Queen?

"E' naturalmente una domanda ovvia, ma no, non lascerò i Queen anzi ora stiamo progettando anche un altro tour…"


DW. Ah sì?

"Sì, tanto per cominciare credo che andremo in Sudafrica dove non siamo mai stati".


DW: Ci saranno delle controversie politiche su questo…

"Sì, ma non mi importa. Voglio suonare in posti dove non sono mai stato e per me conta solo la gente. La musica dovrebbe girare il mondo, vorrei andare anche in Russia, in Cina e in posti come questi, in posti che non ho mai visto, prima che sia troppo tardi".


DW: Per me lo è già.

"Prima che schiatti del tutto, farò qualsiasi cosa! ( risate). Dopo non sarebbe carino. Immagino di vedermi entrare in scena sorretto e barcollante per cantare ancora una volta la “Bohemian Rhapsody”…( risate)".


DW: Ma cambiamo argomento, molta gente corre a sposarsi, tu ci hai mai pensato?

"No, lo sai".


DW: Devo chiedertelo con la scusa che sono un giornalista.

"Non ci mai pensato troppo, no, sono una persona che vuole essere libera…I Want to break Free”… Libero completamente.Adesso ci sono abituato e mi sto anche divertendo, ma devo dire che nella vita non si mai, le persone cambiano, con il tempo ci si calma, si hanno bambini, potrebbe succedere anche se veramente non mi ci vedo molto sposato ma…se vuoi dei bambini puoi sempre comprarne uno, anzi se ne compri due ti regalano anche la tata !( risate)".


DW: Ti piace veramente ancora cantare dopo tutti questi anni?

"Oh, sì posso sempre fare anche qualcos'altro, ad esempio dipingere, ma mi piace anche perché non faccio sempre le stesse cose. Certo mi piacciono anche i soldi, molta gente dice: “ oh, non lo faccio per i soldi”, ma io amo i soldi, son quelli che ti tengono in carreggiata. Dopo dodici anni di rispettabile carriera musicale, non posso gettare la spugna proprio adesso. L'unico modo per cui smetterò sarà quando la gente non comprerà più i miei dischi. Un giorno dirò a me stesso: “ non funziona più” e non sarò certo uno di quegli artisti anziani che tira avanti vivendo di gloria, se sentirò che la mia carriera sarà in fase calante, mi ritirerò prima quando sono ancora al top e andrò a fare qualcos'altro".

DW; Come vanno i rapporti all'interno del gruppo?

"I miei figli, dici? ( risate). Credo che siamo arrivati ad abituarci l'uno dell'altro. Ormai sappiamo per istinto come andare avanti. Fondamentalmente siamo solo quattro persone che lavorano insieme senza nessun grande legame".


Dw: No? Non vi vedete spesso?

"Non stiamo molto insieme al di fuori del lavoro. Ci vediamo parecchio e stiamo insieme durante i tour, ma poi ognuno per sé. Credo sia normale, se stai sempre con le stesse persone con le quali lavori, impazzisci. Questa è la cosa che ci ha fatto andare avanti come band per così tanto tempo, abbiamo un profondo rispetto reciproco. Con quattro caratteri diversi come i nostri il rispetto delle idee altrui è l'unico modo. Se non sei d'accordo con gli altri, ti innervosisci e non sopporti le loro idee, allora diventa una tortura inutile e devi per forza dire basta".


DW: Ti senti una persona realizzata adesso?

"In questo momento sono felice, sì davvero felice".


DW: C'è un motivo particolare?

"Perché non ho tanti problemi come li avevo prima. Sono solo maturato, non so esattamente per quale motivo adesso mi sento felice, non ho particolari problemi, o meglio se ne ho forse ho imparato a gestirli meglio e a non rimanere intrappolato".


DW: Sei innamorato di qualcuno al momento?

"Se ti dicessi : me stesso? A parte gli scherzi credo di aver imparato a controllarmi, il problema era proprio quello, prima davo la caccia a tutti coloro che mi stavano intorno. Credo proprio che essermi preso una pausa da tutto abbia funzionato, mi ha davvero aiutato a fermarmi, era una cosa che non avevo mai fatto prima".


DW: Ti ha dato il tempo per pensare.

"Sì, ma non volevo che mi scambiassero per Barbra Streisand…"


DW: E dopo questo periodo di riflessione di cosa ti sei accorto?

"Mi sono detto che si può essere felici e non bisogna sempre preoccuparsi di tutte le cose per tutto il tempo. Puoi anche lasciarle andare per un po' senza curartene troppo. Prima era diverso, mi attaccavo ai problemi e ne facevo una questione di sopravvivenza. Ci pensavo troppo.Ora invece voglio solo fare quello che mi pare al momento, quello che il cuore mi dice di fare".


DW: E hai qualcuno con cui condividere la tua vita?

"Che tu lo creda o no, al momento sto vivendo felicemente da solo".


DW: Davvero?

"Sì, ho licenziato tre persone che lavoravano per me, ed è stato meraviglioso per quanto mi riguarda perché avevo paura a farlo e credevo di far del male a della gente, poi ho pensato: “ no, fallo e basta” ed è andata. Pensavo di non potercela fare a stare da solo, ci doveva sempre essere qualcuno intorno a me, e invece è tutto okay. Ho una signora che viene a fare le pulizie e Mary che si prende cura di me. E' come essere un po' più povero, ma ora ho più spazio, adoro lo spazio e finalmente sono riuscito a crearne uno tutto per me!"

DW. Che cosa hai voglia di dire?

"Sono molto contento del mio rapporto in questo momento o non potrei, onestamente, non potrei chiedere di meglio, perché finalmente ho trovato quello che ho sempre cercato per tutta la vita. E' come se, ora non devo più sforzarmi così tanto, non devo dare prova di me stesso, adesso ho un rapporto di comprensione reciproca. E' soltanto come se avessi una tranquillità pura e genuina dopo la tempesta, e credo che tutti si aspettino che io abbia sempre dei rapporti tempestosi…"


DW: E' vero.

"E sai, praticamente stavo vivendo proprio come mi volevano che fossi, come dire, ti ci potevi trovare coinvolto e alla fine credevo veramente di dover essere in quel modo. Quindi stavo cercando di obbligare la gente ad avere con me un rapporto di quel tipo- E poi me ne sono reso conto, era così banale, e ho pensato:” devo cambiare io per loro”. Semplice, no? Oppure, puoi avere un rapporto semplicemente senza intestardirti sempre su ogni argomento, è abbastanza facile. Ma trovare questa persona meravigliosa è molto difficile".


DW: Quindi stavi vivendo come ti descrivevano i giornali durante questi rapporti tempestosi?

"Più o meno quel tipo di cosa, mi stavo anche sforzando troppo, stavo anche cercando troppo, e alla fine credevo veramente che quella persona non esistesse. Pensavo: “ io non sono normale quindi non posso avere una vita normale, non posso andare a letto a mezzanotte, non posso mangiarmi una bistecca.”E avevo sempre pensato di dover essere un po' il capitano della nave tutte le volte che c'era una riunione di qualsiasi tipo. Certe volte lavoravo così duramente e in fondo recitavo per tutti, anche fuori dal palco, poi ho pensato: “ no, non sono obbligato a farlo, lascia che lo facciano gli altri, sii te stesso, sii normale.”


DW: Sì?

"E adesso non lo faccio più e adoro tutto questo. Sì, ora sono noioso, mi dispiace se non ti posso più interessare…"


DW: Ti piace essere famoso, Freddie? Ne sentiresti la mancanza?

"Non conosco altro".


DW: Sì?, no?

"Veramente per me è normale. Lavoro per averla, me la sono pagata. Voglio dire ad esempio che avere il mio meraviglioso giardino giapponese con le carpe Koi, con tutta la specie di carpe, che ho appena comprato e che mi sono costate una fortuna, io adoro tutto questo perché penso che qualsiasi altra persona con la passione per le Koi se avesse i soldi, se le comprerebbe. E allora perché non io? E l'ho fatto. Mi piace raccogliere i frutti del mio lavoro, è come sbancare al lotto, solo che io vinco tutti i giorni- E se dovessi farlo con qualcun altro, io non esiterei ad augurargli buona fortuna, vorrei tanto che tutti lo potessero dire anche a me. Buona fortuna? Io ho lavorato sodo per avere tutto questo, nessuno me lo ha regalato, caro, me lo sono guadagnato e quindi lo sento mio e ne dispongo come voglio. Quindi se volessi avere una piramide qui a Kensington, me lo posso permettere e la farei costruire, la avrò! ( risate). Non sarebbe bello?"


DW: Penso di sì!

"Perché ti dirò che non darò niente a nessuno della mia roba, quando sarò morto, tengo tutto, voglio essere tumulato con tutte le mie cose!"


DW: Davvero?

"Sì, perché no?Ogni dannato soldo!"


DW: Molti pensano, per qualche motivo, che tu sia una specie di eremita, e che tu viva come un recluso?

"Questo me l'hai detto altre volte. Sì, un po' lo sono, ma non come Greta Grabo, non è una sorta di isolamento totale da tutti, è una cosa più bella di questo, mi piace essere solo, ma non del tutto. Da solo con i miei amici ed stare in ritiro con loro, ma odierei trovarmi su un'isola deserta senza nessuno. Sai a volte mi devono incoraggiare ad uscire e non mi va più di fare le cose di tutti i giorni, ho rinunciato a tutto questo. Ma mi piace avere gente intorno. Forse la mia è una specie di prospettiva dettata dalla timidezza, vedi, ho il terrore di rimanere solo.E' vero, devo sentirmi completamente a mio agio in una situazione prima di entrarci dentro. Mentre, e questo è l'altro lato di me, sono in grado di correre molti rischi nel mondo della musica, capisci cosa voglio dire?"


DW: Sì.

"Quella é un'area, un mondo in cui io vivo, dove per me non esistono confini. Sono pronto a rischiare tutto nella music, ma non corro rischi per quanto riguarda la vita sociale o altri tipi di situazioni".

DW: Freddie, come ti ha influenzato la questione Aids?

"Beh, sento molto il problema, ho smesso di uscire e tutto il resto, e per essere sincero, ti dico, sono diventato quasi una suora. Sì, davvero, ed è sorprendente per me. Ho imparato una lezione dura, pensavo che il sesso fosse una cosa molto importante per me, e io vivevo attraverso il sesso e tutto quanto, e ora mi rendo conto, con mia sorpresa, che ho preso la direzione opposta. Vedi, sono una di quelle persone che possono passare dal nero al bianco, non mi piacciono le mezze misure, ma è abbastanza facile per me rinunciare completamente a qualcosa. Posso smettere di bere e altre cose simili come se niente fosse, e sì, mi ha impaurito così tanto che ho smesso di fare sesso".


DW: Hai smesso?

"Sì".


DW: Hai rinunciato al sesso?

"Sì, adesso mi piace solo stimolare".


DW: Devi aver avuto molte storie, nel corso della tua vita.

"Sì, ma è stato detto tutto e ora ho smesso con queste cose".


DW: Hai smesso del tutto?

"Sì, è una noia".


DW: E' una noia? Secondo te il sesso è sovrastimato?

"Non è che dico che il sesso è una noia. Tu parlavi di quello che facevo io. Sai ci sono delle fasi, la gente passi delle fasi, e naturalmente ora ho un bellissimo rapporto e voglio solo gioire. Prima certo ero scriteriato, la gente voleva sempre qualcosa in più, e per me il sesso era molto importante. Di sesso ce n'era molto, ero estremamente promiscuo. Ma ora ho rinunciato. Perché è semplicemente impraticabile, voglio dire che sto invecchiando, non puoi dire che hai una vita tranquilla e nello stesso tempo andare in giro facendo sesso con mezzo mondo. La cosa che mi sorprende e che non mi manca. Davvero, non mi manca. Per me era una delle cose principali, c'era tutto quello che facevo e tutto era aperto a qualsiasi cosa, quindi per quanto riguardava la musica, il sesso era un ingrediente fondamentale di quello che facevo. Detto questo comunque non avrei mai pensato: il sesso e niente altro. Erano tutte queste cose insieme, e io stavo vivendo secondo queste cose, pienamente, quindi c'era l'eccesso da tutte le parti. E andava bene così. Ma questo significa, non i cosiddetti vizi pesanti, tipo la droga, era la musica, avevo quella da aggiungere a tutto il resto, quindi mettevo tutte quante queste cose insieme. Stavo vivendo che si potrebbe definire una vita folle in ogni senso".


DW: Ti preoccupi mai al pensiero che potresti finire solo, ricco e vecchio quando avrai settant'anni?

"No, perché sarò morto molto prima".


DW: Lo pensi davvero? Perché lo pensi?

"Perché sarà noioso avere settant'anni…Beh, facciamo che ti risponderò a questa domanda quando avrò settant'anni, sempre che tu ci sia ancora, caro! ( risate)".


DW: Perché non ci dovrei essere?

"Io non ci sarò, oh darling, sarò morto e sepolto, caro, avrò iniziato una nuova vita da qualche altra parte, mio caro?"


DW: Vuoi dire che non ti aspetti di diventare vecchio?

"No, in realtà non me ne importa molto, anzi veramente non me ne importa nulla. Non ho nessuna aspirazione di voler vivere fino a settant'anni, davvero. Non voglio sembrare esagerato, ma, voglio dire, so che ho quarantuno anni e settanta sono molto lontani, e non me ne importa niente. E per quanto mi riguarda ho vissuto una vita piena, e se domani sono morto, non me ne frega proprio niente. Io davvero ho già fatto tutto. Amo il fatto che riesco a rendere felice la gente, in qualsiasi forma, sai? Li faccio felici. Anche se è per una mezz'ora della loro vita c'è un modo in cui posso farli sentire fortunati e portare un sorriso su una faccia sconsolata, per me ne sarà valsa la pena".

Dw: Che cos'è che ti spinge avanti, voglio dire, sei ricco, sei famoso, e non hai bisogno di lavorare. Cosa ti manda avanti?

"Proprio in questo momento sono due meravigliosi nomi che sono “ Montserrat” “ Caballé”. Si, credo che sia stato come una scossa elettrica e qualcosa di simile. E' una cosa che è successa così, beh, non calcolata, è piombata dal cielo e mi è caduta addosso, e quindi adesso mi ha praticamente coinvolto del tutto. E non riesco a pensare ad altro, ad essere sincero, ed è questo che mi tiene ancora in corsa. E' meraviglioso, non abbiamo ancora finito, dobbiamo ancora tirar fuori delle cose che stiamo facendo, ma c'è talmente tanto spazio, vita ed energia in questo, anche se siamo solo all'inizio e dobbiamo guardare così oltre le cose. Per un aspetto è solo un altro lavoro, per un altro e che sono totalmente affascinato…"


DW: Affascinato da lei?

"Affascinato da lei e dal fatto che questa cosa sia decollata. Ogni tanto mi do un pizzicotto pensando: “ Davvero sto facendo questa cosa, sta succedendo davvero?” Poi mi risveglio e , si sa, sta succedendo, quindi sarà meglio che mi metta al lavoro…
E' cominciato tutto, credo che tu conosca già la storia, quindi sarò breve. Avevo menzionato il fatto che mi sarebbe piaciuto cantare con lei, non pensandoci più davvero, dopo un paio di mesi mi ha chiamato e mi ha detto: “ Mi piacerebbe fare qualcosa, vediamo che ne viene fuori.”E quindi avrei preso l'aereo per Barcellona per andare trovarla, ma nel frattempo ho pensato: “ Mio, caro, non puoi andare da lei solo per incontrarla e parlarle” semplicemente per perché non puoi fare questo tipo di cose. Dovevo portarle almeno una piccola idea per tentare di coinvolgerla in termini musicali, visto che era la musica la cosa di cui dovevamo parlare. Penso che fosse la cosa giusta da fare perché altrimenti sarebbe stato un cercare di spiegare con le parole il che è molto difficile. Così ho scritto un paio di pezzi con Mike Moran, li abbiamo eseguiti per lei durante il nostro incontro. Le sono piaciuti subito e quindi non ci sono stati problemi. Questo è come tutto è iniziato grazie a lei.Parlando invece di carattere diversi, fu molto chiara e mi disse: “ Mi piacerebbe molto fare qualcosa, noi siamo due musicisti, e se non dovesse funzionare ti dirò semplicemente , non sta funzionando, facciamola finita.”
Quindi se lei era pronta a fare così io ero più che pronto ad accettarlo. E da quel giorno è stato come un punto di svolta della mia carriera, un cambiamento vero e proprio, perché lei mi accettò subito ed è qualcosa che ancora mi sconvolge, non ci posso credere. Penso ad una persona della sua statura a livello mondiale e ora sono più che convinto di Peter Freestone della sua disponibilità e della sua capacità di cantare qualsiasi cosa. Sai, Peter continua a dirmi che lei ha trovato una nuova ragione di vita, una nuova libertà, e queste sono parole sue. Spero solo che vada tutto per il meglio, e la cosa bella è che io ci sto lavorando in un modo tale che non me ne frega niente se non avrà successo. Certo mi interessa, ma non cadrò nella trappola dove mi sento obbligato a mettere qualcosa di musicale che è già accettato commercialmente o dai fan, perché come si fa? Di chi sono i fan, voglio dire, saranno fan suoi o miei? Sarà un prodotto così vario. L'ultimo mio pensiero è quello di andare su questo terreno sentendomi obbligato a mettere qualche piccolo elemento di me in quel modo.Io voglio che le canzoni prendano il controllo su tutto, quindi se lei intende fare un'opera vera e propria, se è quello che lei vorrà cantare, lo farò anch'io, sacrificando la mia voce. Ma quello che lei vuole fare davvero, e me lo ha detto oggi per telefono, è che vuol sentire il suono delle nostre voci insieme".


DW: E perché l'hai voluto fare, Freddie ?

"Beh, è una cosa alla quale ho sempre pensato, l'ho sempre voluto fare ma non ho mai pensato che si potesse realizzare, ed è semplicemente successo. Stavo pensando al mio prossimo disco, il mio secondo progetto da solista; era arrivato il momento in cui avrei dovuto fare un altro album e non volevo fare un disco semplicemente con un mucchio di canzoni.
Volevo che avesse un significato, un qualcosa di diverso, non soltanto un mucchio di canzoni che registri e fai uscire. E non mi ero ancora messo a pensare alla forma, se doveva essere un musical, sapevo solo che doveva avere una caratteristica forte, un marchio vero e proprio, qualcosa di diverso da un latro noioso album in studio, veramente. Per quanto fossero state belle le mie canzoni, non sarebbero state altro che l'ennesimo mucchio di canzoni. Volevo che avesse un altro, chiamiamolo concetto, chiamiamolo punto di vista, ma per me qualcosa di notevole, e quindi stavo cercando idee in quella direzione e all'improvviso è arrivata questa cosa e mi ha inghiottito come un'onda anomala, capisci? E la cosa peggiore di tutto sarà se qualcuno la chiamerà “ opera rock”, come è già successo ad altri artisti della mia epoca, perché non è un'opera rock, anche se il termine sembra significare quello che stiamo facendo, non si può essere più spartani di così.
Per quanto mi riguarda la musica che noi facciamo è una cosa che io stesso non riesco ad etichettare perché è semplicemente musica allegra".


DW: Quando arrivi a un punto come questo della tua vita, Freddie, quando hai raggiunto così tanto, ti senti realizzato? Sabato compirai 41 anni, ti senti realizzato o come ti senti?

"Mi sento pieno di gioia, perché è come s potessi dire a qualcuno che stava per rinunciare a qualcosa, che è sorprendente vedere che c'è sempre dell'altro alla fine, per dirla con un altro luogo comune, c'è sempre una luce alla fine del tunnel, devi soltanto cercare ci impegnarti al massimo, anche se sei stato… dipende solo da te, c'è sempre da meravigliarsi su quello che può fare un essere umano.Può succedere, Penso che la mia vita stia cambiando in questo momento a causa di tutto questo, è una crescita musicale molto importante per quanto mi riguarda".


DW: Sì.

"Sono, mio caro, come vedi felicissimo…sto sorridendo dal culo fino al gomito! ( risate).Certe volte sono a casa e mi trovo a pensare che piacerebbe proprio ad un sacco di gente essere nei miei panni in questo momento!

Inizialmente, quando abbiamo incominciato, voglio dire, avevamo questa nostra cosa da fare ed eravamo molto ostinati nel farla. Onestamente, volevamo fare solo quello, eravamo così, il che è un bene, perché stavamo facendo sapere alla gente che eravamo competitivi e anche perché avevamo un sacco di idee. E sai, francamente, non credo che uno ce la possa fare facendo versioni di altri. Durante tutta la carriera credo che sia sbagliato, perché devi mostrare la tua originalità e cose del genere. Credo di aver pensato che era arrivato il momento in cui non avevo paura di rompere con questo stampo, voglio dire che un sacco di gente ha già fatto versioni cover ma con i Queen credo sia dipeso dal fatto che eravamo così prolifici per cui non me la sentirei di presentarmi in studio con i Queen e dire loro: “ Guardate vorrei fare una cover di una certa canzone” Direbbero “ Oh, guardate si sta prosciugando:”
Sai, perché loro hanno tonnellate di canzoni. Credo anche che sia proprio questo che ci ha mantenuti vivi, cioè il fatto di dover sempre tirar fuori del materiale originale.
Ma adesso posso fare da solo, ora che abbiamo fatto una specie di patto per cui ognuno può dedicarsi a progetti solisti. Questo non significa che i Queen si sono prosciugati. Io avevo questa canzone in testa e ho pensato che sarebbe stato bello vedere come sarebbe andata, è come la canzone di un cantante, ed è meravigliosa da cantare, e non importa che sia di qualcun altro, così ho pensato di provarci. Praticamente, sai, cantiamo tutti le canzoni di altri sotto la doccia, così ho pensato di metterla sul nastro e vedere quello che succedeva. E' stato perciò un inizio molto improvvisato, ed ora che sono arrivato a questo punto ho ritenuto di spingerlo oltre e pubblicarlo come un mio prodotto."

DW: Senti che sei stato, hai detto che ti sentivi come se tu rivivessi la tua vita, pensi di essere stato il The Great Pretender ( Il Grande Simulatore).?

"E', praticamente quello di cui tratta la canzone ha una base molto uno ad uno, lui finge perché lei se n'è andata ma al tempo stesso finge che lei ci sia ancora.
Ma io ho pensato che la parola Pretender si potesse interpretare in maniera più ampia. Per me, per come la vedo io, per come la sto facendo, con ironia, senza prendere tutto sul serio, ci può stare. Tutti questi tipi di immagini visive che ho rappresentato negli anni, sono state una specie di finzione perché, voglio dire, non è ammissibile che io fossi reale sul palco. Mi mettevo i costumi e trasportavo me stesso in atmosfere diverse e caratteri diversi ma, sotto tutto ciò c'era il vero io,sai. Perciò ho pensato, perché no?
Sto fingendo da sempre, facendo tutto questo, indossando banane in testa, arrivando sulle spalle della gente, vestendomi di paillettes, facendo questo e quell'altro, è una specie di finzione, mentre sotto tutto sono ancora un musicista.
Ho quindi pensato di portare il tutto su questo livello, dove tutti i costumisti, dove un sacco di gente lo prendeva sul serio, mentre a me non me ne fregava niente. Io pensavo solo: Mio Dio! Capisci, e loro ci leggevano dentro un mare di cose. Pensavo anche che era un bel modo di mascherare e di dire: Guardate è stato solo un po' di divertimento. Gli attori non dipingono un personaggio ma lo diventano, poi tornano indietro e fanno qualcos'altro".


DW: Quindi se tu ti guardassi allo specchio e riflettessi sul vero Freddie Mercury, chi è, che cosa è?

"Ne abbiamo parlato anche in passato. Beh, credo di essere simile ad un camaleonte, sai? Cambio, ho diversi umori, e credo comunque che sia la combinazione di molti caratteri che vanno a comporre una persona. Voglio dire che io passo attraverso i miei umori. In generale direi che probabilmente sono una persona di estremi perché posso essere molto morbido ma questo mi rende anche più tenace. E' come un qualcosa che scaturisce da me stesso ed è così che posso, quando sono sul palco, calmarmi e diventare una persona molto diversa. Faccio ricerche, raccolgo molte energie e tutte le informazioni, poi le uso semplicemente in questo modo.Non ci sono mezze misure, io sono caldo e freddo. E ritengo che mi piaccia essere così. Quello che raccolgo, aumento il ritmo e quando so che voglio farlo uscire, arriva come un'onda anomala, e poi c'è l'amore. Ma odierei portarmi a casa tutto questo".

DW: Freddie, ti senti, diresti che sei una persona difficile con cui vivere, oppure no?

"Oh sì, credo onestamente che lo siamo tutti".


DW: Davvero?

"Penso di sì, perché tu non puoi dirlo. L'unico modo per saperlo è dall'altra persona e dalle altre persone. Quindi non sta a te decidere. Voglio dire che non credo di essere perfetto, per carità, ma so di vivere in modo giusto. Questo però non significa niente perché ci sono tante prospettive riguardanti il comportamento delle persone , comunque credo di dare, o do a chi vive con me una giusta chance. Delle volte sono troppo permissivo, e questo è senz'altro un problema se…Sono una persona molto possessiva, ma vedi, vorrei avere la torta ma anche mangiarla, che poi è quel che vogliono tutti".


DW: Si.

"Tuttavia credo di poter essere così, posso farmi in quattro per cercare di essere leale proprio per mettere alla prova; poi, nel momento in cui scopro che qualcuno mi ha tradito prendo la strada opposta e sarà quella persona a scoprire che allora è molto difficile vivere con me perché se mi sento tradito divento un orco…"


DW: Non dai mai l'impressione di essere vulnerabile. Hai mai pianto, Freddie?

"Assolutamente, certo che si. Ho pianto fiumi".


DW: E se è così, cos'è che ti fa piangere?

"Un sacco di cose. Secondo me tutti piangono. Io sono molto duro all'esterno ma molto tipo…"


DW: Morbido al centro.

"Sì, come un cioccolatino, qualcosa simile ad una scatola di Black Magic!"


DW: Quali genere di cose ti farebbero piangere? Le relazioni?

"No, certe volte mi viene da pensare che sia tutto un fattore legato allo stress complessivo che proviene da un sacco di fattori diversi. E come se li lasciassi crescere e crescere ancora e poi non c'è via di scampo, un concentrato di tutto questi fattori e poi scoppio a piangere, faccio questo, faccio quello , entro in completa crisi, e dopo mi sento rinnovato. Deve uscir fuori. E' come un palloncino che scoppia. Sento che incamero tutto e lascio che si gonfi; poi quando arriva al livello febbrile basta che qualcuno lo buchi e io …"


DW: E tu esplodi. Ti senti realizzato, totalmente realizzato nella tua vita, in questo momento? Hai raggiunto i tuoi quarant'anni, hai avuto un successo incredibile

"Bella domanda! Stavo giusto pensandoci mentre mi facevo un pediluvio! E' davvero una cosa strana. Sono molto felice di quello che ho raggiunto. So che c'è tanta gente che pensa che io abbia raggiunto ciò che volevo, perché ho abbastanza soldi, successo, adulazione, capisci, cosa puoi volere di più?


DW: Dolore.

"Esatto. Pertanto ho tutto questo e mi guardo indietro e rifletto e dico: ben fatto caro, buona fortuna a te, hai fatto tutto da solo. E ora credo di essere arrivato ad un incrocio come ad un'altra fase della mia vita nella quale penso: Guarda, voglio continuare ad avere lo stesso successo che ho avuto fin'ora, sotto questo aspetto, ma penso di avere la capacità e il tempo di avventurarmi in aree dove non avrei mai osato perché poteva danneggiare la mia carriera. Pertanto adesso sto facendo tutte ciò che fai senza pensare di farlo per trarne un beneficio, non voglio che sia un gioco, ma che serva a qualcosa. Sai, voglio provare a fare alcune cose, camminare sul filo, vivere una nuova era e fare cose dove so che posso permettermi di sbattere il naso per terra sapendo che se danneggia la mia carriera chi se ne frega? Nessuno può togliermi quello che raggiunto. Possono soltanto dire: Oh, guarda, sei cascato come una pera! Sai cosa voglio dire? Mentre prima c'erano cose che non volevo, c'era quel processo di crescita della mia carriera dove non volevo che niente mi facesse da intralcio, adesso sento che sto accettando qualcosa che mi piace. Questo non significa che mi dimenticherò di quello stile, ma fare certe cose dove…"


DW: Rischiare di più?

"Si, non solo per il gusto di rischiare: è qualcosa che voglio fare, non voglio terminare la mia vita soltanto come una star del rock'n'roll".

Segue l'intervista a David Wigg.

D:Come ha fatto a raccogliere così tanto materiale su Mercury? Lui non si concedeva molto ai giornalisti.

"E' vero", risponde David Wigg, "a Freddie non piacevano le intervista e teneva alla sua privacy. Io sono stato fortunato, abbiamo fatto amicizia dopo che lui aveva apprezzato le mie interviste con i Beatles e i Rolling Stones. Ma non amava i giornalisti, pensava che non capissero quello che i Queen facevano".


D: La critica ha trattato i Queen come i fratelli minori e frivoli del grande rock…

"Credo che i media fossero disorientati dall'attitudine teatrale di Mercury e dei Queen, che invece faceva impazzire i fans. Freddie era un grande attore. Basta guardare le foto della sua infanzia e giovinezza per rendersene conto. L'atteggiamento del pubblico e della critica cambiò con il concerto del Live Aid, in cui i Queen ribarono la scena a tutti. Da quel momento il gruppo si meritò un posto privilegiato nel panorama rock, ebbe una sorta di rivalutazione. E la morte di Mercury non fece che dilatare l'interesse attorno ai Queen".
 


D: E' molto diversa la musica di Mercury solista da quella che scrisse con i Queen?

"Quando componeva per se stesso, Mercury parlava più dei suoi sentimenti, del suo bisogno d'amore, delle sue tristezze. Le canzoni per i Queen invece erano spesso degli inni, grandi cori, da cantare insieme al pubblico".


D: Che rapporto aveva con i Queen?

"Eccellente! Malgrado amasse la sua carriera solista, sapeva che lasciare i Queen non avrebbe avuto senso. Anche se sentiva che i Queen avrebbero sovrastato tutto quello che faceva".


D: Nelle foto del libro (contenuto nel “boxane”, n.d.r.) colpisce il volto “normale” di Mercury. Lui si piaceva?

"Non credo che fosse del tutto contento del suo aspetto. Probabilmente il camaleontismo che abbiamo tutti ammirato era anche un modo per piacersi di più. In particolare, ha sempre sofferto dei denti sporgenti, su cui ha fatto alcuni interventi. Ed era attentissimo alle mode estetiche che vedeva nascere: la sua trasformazione da “machoman”, quella dei baffi, dei capelli corti e delle canottiere, seguì un trend che in quegli anni a Londra stava prosperando".


D: Quando arrivò a Londra?

"Freddie era nato a Zanzibar da una famiglia iraniana, il suo vero cognome era Bulgara. Suo padre lavorava per l'amministrazione britannica e fu mandato a studiare in una scuola inglese in India dove aveva dei parenti. Si trasferì a Londra nel 1964".


D: E l'esibizionismo faceva parte anche della sua vita privata?

"In privato era molto timido: all'apice della fama aveva paura di deludere le persone che lo incontravano. A volte stava in casa per settimane. Ma con i suoi amici, che amava moltissimo, era sempre il centro dell'attenzione e un ospite appassionatissimo. Con gli anni l'ho visto crescere anche in sicurezza in sé.


D: Come esprimeva la sua omosessualità in pubblico?

"Ha sempre voluto considerarla nella più ovvia normalità, malgrado i tempi e i pregiudizi. Tanto da rifiutate di parlarne, anche per tutelare la sensibilità della sua famiglia di fronte a trattamenti spiacevoli della stampa. Lo stesso per la malattia, che ha deciso di rivelare solo quando ha capito che stava morendo".


D: Quanto è durata?

"Ha vissuto quattro anni sapendo di avere l'AIDS. Quando il dottore lo chiamò per dargli i risultati degli esami, decise di rispondere solo alla quarta telefonata. Vide alcuni dei suoi amici morire della stessa malattia. “Finché posso, voglio concludere tutte le cose cui tengo” diceva. Poi, quando capì che non c'era più niente da fare, smise di curarsi".


D: Dove è sepolto?

"La famiglia non ha voluto che si sapesse, perché la sua tomba non diventasse come quella di Jim Morrison a Parigi, affollata di scritte, ricordi, segni. I fans vanno a lasciare fiori e lettere nella sua casa di Kengsinton.


D: Era più Freddie Mercury o il leader dei Queen?

"Era Freddie, ma era fierissimo di essere uno dei Queen".


D: Se oggi fosse vivo, sarebbero ancora insieme?

"Può starne certo!"


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