di Davide Bollani

Le premesse doverose sono due:

i Queen nella formazione originale resteranno sempre qualcosa di unico, ed irripetibile. A mio avviso la band migliore della storia e fedele compagnia per tanti anni della mia vita. I Queen sono e saranno sempre la mia band preferita.
La vita però ha avuto in serbo delle sorprese negative. Ed il giocattolo, purtroppo, si è rotto. Abbiamo pianto, sofferto, pensato che la musica dei Queen finisse per sempre nel dimenticatoio. Anche i grandi capolavori, finiscono nell’oblio prima o poi. E sarebbe successo anche alla musica dei Queen. Prima o poi.
A meno che.. a meno che, passato il giusto periodo, qualcuno non decidesse che i Queen erano troppo importanti per finire su un polveroso scaffale, in un remoto angolo della memoria della gente, per diventare uno di quei dinosauri del rock che si ricordano solo quando si parla del passato.
I Queen erano troppo importanti per Brian May e Roger Taylor, che Queen sono stati e continueranno ad essere e che, nonostante le varie iniziative soliste ed i vari progetti personali, tutti gradevoli e condivisibili, lo sanno bene anche loro, sono sempre legati a questa loro creatura che avrà sempre la precedenza su tutto. Che del resto merita perché qualitativamente distante anni luce.
Ed i Queen sono troppo importanti per quei fans che per anni li hanno sostenuti e che, ancora oggi, loro malgrado, non accettano che la magia, la musica, la gloria, la grandezza della band sia ridotta ad un semplice ricordo.

Ovviamente ci sono fans che preferiscono vedere i Queen come band finita il 24 novembre 1991, o al più con Made in Heaven.

No, io non sono uno di loro. Posso capirli, ma non condivido in alcun modo la loro scelta.
Qui non si tratta di questioni sul nome, se sono i Queen, i Queen +, Brian May e Roger Taylor, gli Smile, o quello che volete.

Qui c’è la voglia, pazza, di due musicisti, di continuare ad essere protagonisti, di continuare a tenere viva la musica dei Queen, per loro, ma anche per noi. Non è questione di soldi, come alcuni fans che si credono padroni del brand Queen vanno da sempre vaneggiando, non è questione di sputtanare il marchio, come altri geniali fans che si nascondono tra di noi, sostengono.
Nulla di ciò che faranno May e Taylor oggi andrà ad intaccare la gloria della band. Non la renderanno più grande con il concerto di Kharkov nel 2008 o con Kiev 2012, né la sminuiranno con lo spot tv della Pepsi o Adam Lambert.
Ma noi, fans, ancora disponibili a viaggiare, a spendere, ad entusiasmarci, saremo sempre li quando May e Taylor decideranno di tornare ad essere Queen.
Perché, e un video su youtube non può dimostrarlo, questi due signori sanno ancora suonare.
E cazzo, se suonano.

Bastava essere ieri ad Hammersmith. In una location storica. Sentire con che energia, con che grinta, con che entusiasmo questi due signori hanno riproposto il LORO repertorio, mi ha confermato ancora una volta che A MIO AVVISO, questa è la strada giusta.
La musica dei Queen è troppo importante per tutti per essere ridotta ad una pubblicità o ad una canzone da ascoltare in auto.
E’ musica che va ascoltata dal vivo. Con la potenza che solo i Queen sanno fare. Che solo Brian May e Roger Taylor, insieme, riescono a fare.
Ed è giusto a mio avviso che venga riproposta.
Prima o poi, i puristi accetteranno questa cosa? Non credo. Non finchè non proveranno sulla loro pelle cosa vuol dire essere in prima fila ad un loro concerto. Non è sicuramente paragonabile ad un concerto con Freddie Mercury, sia chiaro, e nessuno lo pensa minimamente. Nessuno sminuirà Freddie o lo dimenticherà, di questo ne sono certo.
Ma è uno spettacolo pazzesco che merita di essere visto.

Detto questo, la notizia dei concerti con Adam mi ha procurato sentimenti contrastanti. Da un lato gioia per vedere i QUEEN tornare on the road, da un lato scetticismo per la scelta del giovane yankee.
Che c’azzeccherà uno cosi con la band? Da dove viene? Chi è? Complice anche i primi filmati sul tubo, l’esibizione agli MTVA, il dubbio era forte. Non sarà una pazzia?
I commenti su internet poi non erano d’aiuto. Stroncature a go go, critiche sul modo di cantare, vibrato eccessivo, voce stridura, pecorosa, belato… bah.. eppure, se il DOC e TIGER SKIN TROUSERS l’hanno scelto per cantare le LORO canzoni, un motivo ci doveva essere.
Ed infatti c’era.

Il concerto di Hammersmith lo conferma. Ribadisco, non fermatevi alle fredde riprese di un video o di una registrazione. Non c'è nastro che possa trasferire le emozioni che si sono provate quella sera. Ma non lo dico io. Lo hanno detto tutti. Lo hanno detto chi era con me, chi era dietro, chi in galleria. Lo hanno detto i ragazzi che vedevano Brian e Roger per la prima volta e quelli che li vedevano per la ventesima, quei ragazzi degli anni 80 che hanno visto i QUEEN (quelli veri, se volete ancora chiamarli, con disprezzo cosi) a Zurigo 78, a Milton Keynes, al NEC di Birmingham. E a Knebworth Park, come un 43 inglese che mi raccontato di quanto fossero immensi nel 1986 e di quanto siano stati grandi e convincenti oggi, 26 anni dopo.
È stato uno spettacolo tiratissimo, senza fiato. Ci hanno assordato, accecato, rimbambiti, fatto tremare le gambe con un inizio shock. Con l’intro di flash gordon, con Seven Seas of Rhye, con Keep Alive (che mai avrei pensato di riuscire a cantare con May e Taylor all’hammersmith Apollo), con WWRY, con bottomed Girls.

Ci hanno gasato con la sempre meravigliosa Under Pressure, cantata divinamente da Roger e da Lambert, una splendida A Kind Of Magic, con improvvisazione e solo di chitarra infinito e magico.
Ci ha fatto commuovere con una incredibile versione di Forever, con love of my life sempre toccante (e che brividi quando appare fred, la dietro).
Ed è continuato con solo di chitarra, batterie, basso, e il finale con le hits, fresce nel suono e tutte godibilissime.
Per arrivare a boh rhap, dove Lambert canta la prima strofa e dopo, presenta colui che canterà la seconda. Ladies and gentlemen, mr. Freddie Mercury! Non avete idea della bolgia che è diventato l’hammy. Non ve ne renderete conto a guardarlo sul tubo, né stando al pc a continuare a criticare questi i Queen. E Adam Lambert.

Da brividi la parte operistica, con la cover di Queen II che prende vita e accompagna la musica. Fumogeni, fiamme, fuochi d’artificio, braccia in alto, urla, canti. Da panico il finale. Se avevamo ancora energie, ci vengono prosciugate totalmente.

Lo show finisce come tutti ce lo aspettavamo, con una incredibile We Are The Champions e con God Save The Queen che torna.

I Queen e Lambert ci salutano, vengono sulla breve passarella! La loro energia e grinta, dopo due ore di concerto è ancora tutta li! L’adrenalina scorre a mille in tutti! Credo che le foto che posterò lo dimostreranno.
Ci salutano. Ma diamine, io, e tutti noi presenti, abbiamo ancora tanta voglia di sentirli. Se a Vienna 2008 vidi una band stanca, quasi annoiata, e pensai che fosse la fine, qui la sensazione è opposta.
Li abbiamo visti davvero troppo innamorati dei Queen per dire che smetteranno. Non credo lo faranno.

Con chi andranno avanti? Con Lambert? Senza Lambert? Con altri? Da soli (togliamocelo dalla testa una volta per tutte).

Non lo so. Non lo sappiamo (noi almeno). 

Di sicuro Adam Lambert ha sorpreso. Ha meravigliato, oserei dire. Non credo ci sia un solo spettatore del concerto all’hammersmith che abbia pensato che questo fosse inadatto. Anzi. 
Ha cantato benissimo. Lo ribadisco. Benissimo! Le critiche sulla voce direi che sono davvero esagerate. Avrà poca presenza sui bassi, chissà. Ma non ce ne siamo accorti. Avrà voce stridula? Pazienza! 
Gorgheggia troppo? Non è vero e comunque solo sul finale. Del resto c’è anche lui sul palco. È giusto che faccia qualcosa anche lui! 
Credetemi. Adam Lambert mi ha sorpreso e convinto. Ma non solo me. Lo ha fatto con tutti. 
Da questo punto di vista, è stato migliore di Paul Rodgers. Non è una bestemmia. Rodgers interpretava troppo le canzoni dei Queen. I concerti con lui non erano concerti dei Queen. Con il senno di poi, si può e si deve dire. Le canzoni dei Queen non suonavano come canzoni dei Queen perché Rodgers (e lo dice uno che ha amato e ama ancora quella collaborazione) non le cantava come canzoni dei Queen ma come se fossero dei Bad Company. 
Adam Lambert, e di questo va dato atto e ringraziato, permette ai Queen di suonare le canzoni dei Queen come devono essere suonate. E poi, le canta bene. Poche storie. Le ha cantate bene. Alcune magnificamente. 
Ed ecco perché, oggi, riconosco che Adam Lambert sia stata una buona scelta. Ottima se la vediamo nell’ottica di riprodurre un vero show dei Queen. Nudo, crudo, diretto. Il concerto migliore che abbia mai visto (compresi ovviamente i concerti con Rodgers). 

Missione compiuta. 

Ringrazio tutti coloro che hanno condiviso con me questo giorno da leader. Ambra, Daniele, Andrea, Fabio, Anna Rita, Giancarlo e tanti altri fans conosciuti a Londra. Ah, c’era anche mr banana! E mr. Beach con cui ho fatto la classica foto! 
Ringrazio anche e ovviamente i Queen, che mi hanno dato l’ennesima occasione per emozionarmi con la loro musica ed un loro concerto. Questi vecchietti sono più forti di tutto e di tutti. Ivi comprese le cassandre e malelingue che sempre circolano su di loro. 
Ringrazio Adam Lambert per essere stato un vocalist preciso, rispettoso, umile e dannatamente a proprio agio con repertorio più difficile del mondo. 
Ringrazio Mr Freddie Mercury, che è stato, per ogni istante dello show, ed in generale delle nostre giornate, presente. Del resto, tutto è nato con lui e nessuno intende negarlo. Questi show vanno invece nella direzione opposta. Dimostrano sempre di più quanto immenso fosse. 
Ringrazio tutti. 

Ed infine… 

Was It All Worth It? 
Si, se ne è valsa la pena!

Davide


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