.... la storia delle collaborazioni tra Freddie Mercury e Dave Clark

Un racconto retrospettivo della collaborazione per il musical Time.

Di Davide Bollani e Eleonora Rinaldi

 

La ragione per cui ho voluto che Freddie lavorasse al mio progetto era che volevo gli infondesse una componente speciale. Penso che sia privo di senso impegnarti con un artista e poi portare via ciò che ti ha portato a volerlo nel progetto a tutti i costi [...]”

Viene spontaneo pensare che queste parole siano state pronunciate più da un amico che da un collaboratore. Qui parliamo di entrambi perché fu Dave Clark a dirle, in merito alla collaborazione, con l'amico Freddie Mercury, al musical Time, da lui ideato e scritto.

I due si conobbero nel 1976, durante un concerto dei Queen ad Hyde Park. Anche Freddie era fan dei Dave Clark Five , la band dell'amico che all'epoca era considerata la più grande rivale dei Beatles.

Tra i due nacque una sincera amicizia che durò fino alla fine. Dave Clark fu infatti uno dei pochi amici da cui Freddie non volle allontanarsi con il peggiorare delle proprie condizioni di salute ed anzi, in quella triste serata del 24 novembre, Dave Clark era proprio al capezzale dell'amico mentre lo stesso si spense.

Lo stesso, in una successiva, intervista, rilasciata nel 2011 in occasione del 65 compleanno di Mercury ebbe a spendere parole molto toccanti sull'amico. Le potete leggere QUI.

Non tutti sanno che alla vigilia del primo anniversario della morte di Freddie pare sia depositate presso le autorità locali di Kensington e Chelse due richieste per far erigere a Logan Place una statua in memoria di Freddie. Una delle due richieste era capeggiata proprio dall'amico Clark con il sostegno del Fan Club inglese. Non se ne fece nulla.  

Dal punto di vista artistico, tuttavia, i due cominciarono a lavorare insieme soltanto nel 1985, quando Clark propose a Freddie di partecipare al progetto di Time, prestando la voce alla canzone In My Defence scritta da Clark, David Soames e Jeff Daniels, e che, pur non essendo stata scritta da Freddie Mercury, suona come autobiografica. 
E Freddie la interpretò con tale passione ed energia che, in fin dei conti, divenne una sua canzone. E una delle sue migliori interpretazioni di sempre.

Time era un musical rivisitato in chiave moderna che prendeva spunto dal musical del 1970 The Time Lord di Soames.

La prova vocale di Freddie in questo brano fu così sorprendente  che gli venne proposto di registrare anche il brano che dava il titolo al progetto, appunto Time. Le canzoni vennero incise tra l'Ottobre del 1985 e il Gennaio del 1986 presso gli studi della EMI in Abbey Road.

Freddie ha dato il 110% ad ogni registrazione per entrambe le canzoni. 'Interpretava' la canzone, non si limitava solo a cantarla. La interpretava come se si fosse trovato di fronte a 100.000 persone, in concerto, con ogni particella del suo essere. Il suo impegno era alquanto stupefacente. Sia che fossero le dieci di sera o le cinque del mattino dava sempre il massimo”

E se le circostanze fossero state favorevoli Freddie avrebbe potuto incidere una terza traccia, Born To Rock'n'roll, successivamente affidata a Cliff Richard (protagonista del musical). Dave non poteva rimangiarsi la parola data, nonostante la canzone fosse azzeccata per Freddie, nato per il rock'n roll, ma ricorda chiaramente quanto la demo registrata con lui ricordasse il tipico sound Queen, particolarmente sullo stile di We Will Rock You. Si accordarono di registrarla in un altro momento ma non ce ne fu il tempo e, sfortunatamente, nemmeno la possibilità di recuperare la preziosa demo, andata persa.

Nonostante la grande stima di Dave per Freddie, come scritto prima, fosse indubbia, il produttore temeva che lavorare con l'amico potesse rivelarsi, a tratti, problematico. La nota pignoleria e precisione del cantante era nota ma anche in questo caso si dedicò al progetto con grande spirito di collaborazione, sostenuto da un impegno e fiducia reciproca.

Si pensi anche solo al fatto che Freddie, quando gli venne accennata questa collaborazione, chiese che gli venisse permesso di utilizzare la sua band, ovvero i Queen, per la base strumentale. Dave aveva già scritturato altri artisti quindi si accordarono di utilizzare May, Taylor e Deacon solo nel caso in cui non fosse rimasto soddisfatto...e invece la prova andò bene, anzi per Freddie fu autentica fortuna perché tra gli artisti scritturati da Clark c'era Mike Moran, che fu poi l'artefice dei successivi progetti solisti di Freddie: la sua prima cover solista The Great Pretender, ('The Platters', 1955) e l'ambiziosissimo progetto con la divina Montserrat Caballè, Barcelona.

Moran ricorda vividamente queste sessioni, anche per il singolare episodio che le precedette

Il giorno precedente alla data scelta per la sessione stavo ritornando a casa quando mi sono scontrato con un furgone. La macchina era completamente sfasciata ed io mi ero rotto quattro costole e slogato i polsi. Non potevo stare peggio. Ho avvertito Dave che avevo avuto un “piccolo” incidente, ma che stavo bene. Mi sono preso qualche pastiglia di antidolorifico e sono tornato ad Abbey Road sentendomi, e apparendo, come un morto. Ho pregato Dave di non dire nulla a Freddie, se non alla fine, perché non ci eravamo mai conosciuti, non avevamo mai lavorato insieme”

Fu così che con Mike Moran al piano, Paul Vincent alla chitarra (già collaboratori per Mr.Bad Guy) Andy Pask al basso, Graham Jarvis alla batteria e Peter Banks ai sintetizzatori ebbe inizio, nell'Ottobre del 1985 la registrazione di In My Defence.

Freddie non si accorse immediatamente del precario stato di salute del tastierista, finquando, per spronarlo, gli diede una pacca sulla spalla (ignorando ovviamente le condizioni di salute di Moran). Fu solo allora che Freddie si accorse che qualcosa non andava (Moran riferì negli anni successivi che in quel momento quasi svenne) e rivolgendosi a Mike Moran gli chiese: Cos'hai? mi sembri un pò sbattuto caro?".

Il baffo invitò (anzi, costrinse Moran) a bere una bella dose di Vodka Stolichnava, e a procedere senza sosta alla registrazione del pezzo. 

Come tutti anche Moran fu colpito dalla personalità di Freddie e dal fatto che fosse in studio per lavorare ed è quello che fece. Mike Moran cosi ricorda: 'non si mise mai a gingillare. L'aveva presa veramente sul serio e lavorammo dal minuto in cui entrò a quando uscì'.

Avevamo trovato un buon modo di lavorare. A lui piaceva sperimentare di tutto, anche l'impossibile; facendo scaturire-un interpretazione da chiunque riuscisse a convincere a fare le cose sempre meglio, e ancora una volta. Tutte le sue pazze idee dovevano essere-messe alla prova e spesso funzionavano e facevano la differenza tra qualcosa di accettabile e qualcosa di ineguagliabile”

Affermazioni assolutamente condivisibili visti anche i risultati compositivi e interpretativi che vedremo qualche tempo dopo con Barcelona.

Per entrambi i video venne deciso di registrare un video promozionale, anche se in tempi diversi.

Per il video di Time fu possibile utilizzare il Dominion Theatre e le scenografie del musical e questo con notevoli vantaggi dal punto di vista del costo e dei tempi, circostanza questa fondamentale in quanto Freddie Mercury aveva anche improrogabili impegni con i Queen, che erano prossimi ad iniziare il loro più grande tour della loro carriera, quel Magic Tour che, purtroppo, resterà l'ultimo della band.
Il tutto si svolse in un unica giornata, il 22 maggio 1986 e fu, secondo quello che raccontano le cronache dell'epoca, una giornata tipica di ripresa di un video di Freddie Mercury: molto lavoro, organizzazione disciplinata, buon umore e molte pause.. troppe pause.

Così ricorda il regista austriaco Rudi Dolezal: "Come sempre Freddie era vestito con molta intelligenza, indossava pantaloni e maglietta bianca che funzionava molto bene in quella luce.... Mi ricordo che avevamo pochissimo tempo quel giorno. Era l'unico giorno possibile per filmare e dovevamo andarcene alle 15.00 perché dovevano preparare lo spettacolo della serata. Quindi abbiamo iniziato alle 10.00 di mattina".

Molte ore dopo, Freddie stava assistendo allo spettacolo e durante l'intervallo decise di provare a vendere gelati. Gli venne dato un camice bianco e con in mano un vassoio di articoli assortiti, si mise a camminare verso il pubblico per distribuirli, ovviamente alla sua inimitabile maniera.
Senza alcuna idea di quanto dovesse farsi pagare, Freddie decise di regalare i gelati, tra il generale stupore dei presenti.
Freddie, che interpretava se stesso, si annoiò presto e cominciò a lanciare i gelati sul pubblico. Al termine, Freddie lasciò la sala tra gli applausi con un sorriso da un'orecchio all'altro.
Più tardi, pagò il conto dei gelati che aveva regalato.
Unico rammarico della serata. Questo fuori programma non venne, purtroppo, registrato.

Il video di In My Defence, invece, venne realizzato 'postumo' in occasione della pubblicazione del singolo In My Defence/Love Kills nel 1992. Realizzato dai fidati 'Torpedo Twins', questo video utilizza registrazioni d'archivio provenienti da varie fonti.

Rudi Dolezal: "In my Defence fu un video collage. L'idea era di prendere alcuni spezzoni di riprese della carriera e della vita di Freddie e cercare, sostanzialmente, di raccontare una storia visiva, facendo uso dei vari aspetti del suo carattere e delle sue esibizioni, tutto in una sola canzone. I testi rendevano così bene Freddie, che sembrava quasi che fossero stati scritti proprio per lui".

"Io intervenni alla realizzazione del collage solo per riprese molto rare. Provai a reperire spezzoni di video, registrati quando le riapre in corso erano terminate e la telecamera stava ancora girando e provai anche a trovare momenti privati, che avevamo filmato nel corso degli anni. Per esempio c'è una ripresa nella quale si vede Freddie seduto su una terrazza a Budapest e si vede che è immerso nei suoi pensieri. E' uno di quei rari momenti in cui non sta girando di qua e di là facendo qualcosa di folle". 

L'entusiasmo di Freddie Mercury per questa produzione fu grande.

Il 14 Aprile del 1988, quasi due anni dalla registrazione del video promozionale, portarono Time dal vivo sul palco del Dominion Theatre nel West End di Londra, in un concerto a sfondo benefico alla causa dell'Aids, intitolato Give Time for Aids in collaborazione con Cliff Richard e Sir Laurence Oliver durante la quale si esibirono cantando In My Defence, Time, Born To Rock'n'roll e It's In Every One Of Us, mentre il brano Time, venne suonano nella versione studio sul finale dello show, probabilmente per i 'titoli di coda'.

Fu questa l'ultima volta in cui Freddie Mercury si esibì dal vivo su un palco, non potendo essere considerate in tal senso le esibizioni a Barcelona che, come noto, vennero eseguite in playback.

L'evento è ricordato quindi con affetto e nostalgia da parte di milioni di fans. Per fortuna, dell'evento esistono delle registrazioni amatoriali che permettono di rivivere l'emozione dell'evento.

I proventi del concerto furono interamente devoluti alla Fondazione Terence Higgins, la prima istituzione inglese fondata per la causa dell'Aids nel 1982 nel regno unito. (Terence Higgins è stata una delle prime persone in quel paese a morire di Aids)

il brano 'Time' venne pubblicato come singolo nel maggio 1986  e si posizionò nella top 20 della chart britannica. Come lato B venne inserita una versione strumentale della canzone. 

Venne pubblicato anche un 12" con una versione estesa.

Nel 1992, in occasione della pubblicazione del disco 'the freddie Mercury Album', Time venne remixata da Nile Rodger, il quale,  sostituì il piano con delle chitarre. Un remix gentile e ben fatto. La prima versione di Time resta comunque insuperabile.

In my Defence invece ebbe una sorte diversa. Non pubblicata come singolo (un vero peccato che non sia stata proposta almeno come lato B del singolo Time), fu pubblicata unicamente inserita nel LP della colonna sonora del musical Time, disponibile solo su LP per tanti anni (solo recentemente ristampato e disponibile su itunes) nel 1986.

Il brano venne pubblicato come singolo solo nel novembre 1992, in una versione remixata da Ron Nevison, come singolo estratto dall'album  'the freddie Mercury Album'. Anche in tale caso il remix operato era discreto e gentile, e donò nuova linfa alla canzone, anche se si persero quelle parti di archi della seconda strofa che erano davvero magnifiche. 

Abbinata a Love Kills (anch'essa in versione remix) raggiunse la 4 posizione della classifica dei singolo. Un risultato che avrebbe reso felice Freddie, anche se raggiunto con una canzone non sua, ma dalla grande componente autobiografica.


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