Di Ramona Di Grazia

Decido di fissare una vacanza, una di quelle che dovrà restare per sempre nella mia memoria, e così la mia scelta ricade su Zanzibar.

Meta esotica caratterizzata da ampie spiagge bianchissime e da un mare limpido come in un sogno, ma non solo. Sappiamo tutti che a Zanzibar, per la precisione a Stone Town, è nato nell’ormai lontano 1946 il nostro amato Freddie e sappiamo anche quanto fu felice quel ragazzo di circa 17 anni pieno di speranze e sogni per il futuro di lasciare la madre patria alla volta della ben più caotica e stimolante Inghilterra.

Ma Zanzibar resta il luogo dove si è formato soprattutto in quegli anni dell’infanzia così determinanti nella vita di tutti noi. Ed ecco quindi che il mio viaggio parte da qui, dal desiderio di scoprire (anche se a distanza di 60 anni) se e cosa è rimasto delle origini zanzibarine in quest’uomo che non amava riferirsi al passato né vi guardava con troppa nostalgia.

Quando si arriva a Zanzibar si respira da subito un’aria diversa… l’umidità è altissima e già nelle settimane che precedono la stagione delle piogge si sfiorano i 30°. Non si contano i bambini per le strade che nonostante abbiano un solo vestitino ed a volte nemmeno le scarpe corrono e giocano felici. Benchè il popolo zanzibarino (composto da indiani, africani della Tanzania e dai nativi)  abbia niente o poco più,  appare così, felice e spensierato. In questa atmosfera di spensieratezza mi piace immaginare quel giorno del lontano 5 Settembre del 1946 in cui dal grembo di mamma Jer (leggi QUI una breve intervista) nacque Farrokh Bulsara.

Durante una delle escursioni ho visitato dall’esterno (e per una piccola parte anche dall’interno) quella che si presume sia la casa natale di Freddie. Facendo un po’ di ricerche e stando a quanto scrive David Evans nel suo libro, la casa potrebbe essere proprio quella nonostante i numeri civici non corrispondano. Evans infatti indica il n° 113 di Shangani Street mentre sul portone della casa (vedi foto 1) è riportato il numero 139. Memore di questo mi sono permessa di chiedere alla guida se quella fosse veramente la casa della famiglia Bulsara in quanto i numeri erano diversi.

Mi è stato risposto che non vi erano dubbi che fosse quella e che i numeri civici vengono poi riassegnati di volta in volta (infatti il n° 113 che Evans indica risale al 1997, anno in cui lui si recò a Zanzibar per scoprire qualcosa in più del bambino Farrokh). Ma non vi erano dubbi. La strada era proprio quella! Ed ero felice di questo. Shangani Street porta direttamente al mare ed è una strada abbastanza ampia e piena di colori, cambiata dopo tutti questi anni ma che preserva ancora un fascino retrò.

La casa in cui è nato Freddie è stata trasformata in un albergo e ne celebra il mito attraverso alcune belle foto appese all’interno nel vano scale (vedi foto 2), due vetrine esterne ed una targa dorata dove è scritto “Mercury House”. Questa è l’unica casa che riporta il nome di Mercury e non ve ne sono altre in Stone Town. Non molto distante da lì si trova anche il ristorante ribattezzato “Mercury’s” (vedi foto 3) spartano ed essenziale ma carino e con un bell’affaccio sul mare.

In riferimento alla famiglia Bulsara ho visitato solo dall’esterno, causa lavori di ristrutturazione, il Palazzo della Meraviglia, (vedi foto 4) la struttura in cui Bomi Bulsara lavorava come cassiere della Segreteria di Stato per le colonie, anch’esso molto vicino a Shangani Street. Ciò che caratterizza Stone Town sono i colori ed i profumi (non sempre gradevoli soprattutto se ci si avvicina al mercato del pesce!), il verde della vegetazione, il bianco abbagliante delle spiagge, le acque limpide del mare ed i suoi meravigliosi tramonti. Il piccolo Farrokh è cresciuto in un angolo di terra paradisiaca a contatto con la natura selvaggia e generosa di frutta e spezie. Non è semplice fare paragoni tra Freddie e gli altri ospiti dell’isola e questo per una differenza di base molto forte: la religione.

Zanzibar oggi è popolata per il 97% da musulmani; a seguito della emigrazione verso l’Inghilterra e l’India le popolazioni di religione induista, cristiana si sono molto ridotte. Ma guardando più a fondo probabilmente si capisce che lo spirito libero di Freddie quel suo desiderio di vivere per il momento senza preoccuparsi troppo del domani nasce proprio da qui, da questa terra ancora incontaminata e dal suo stile di vita rilassato, incondizionato, selvaggio ed irrazionale. Ed è così che si può pensare che vi sia in Freddie uomo molto più di quanto si fosse mai immaginato rispetto alle sue origini ed allo stesso tempo risulta ancora più semplice trovare rimandi della sua terra natale in canzoni come “My Fairy King”.

Basta osservare per un attimo cosa è Zanzibar e subito si realizza quanto quella terra riecheggiasse nel testo e nelle melodie di alcuni dei brani scritti da Freddie. Il viaggio alla scoperta delle origini della nostra regina è stato emozionante, coinvolgente e rassicurante. L’infanzia del piccolo Farrokh è trascorsa serena in un luogo magico fatto di sogni e giochi e poco di più. Quegli stessi sogni che lo hanno portato a diventare leggenda.


“My fairy king can see things
He rules the air and turns the tides
That are not there for you and me
Ooh yeah he guides the winds
My fairy king can do right and nothing wrong”

foto 1

Nota di servizio. Sappiamo bene che la foto che abbiamo scelto come copertina non è stata scattata a Zanzibar ma in India. Ma ci serviva una foto di Freddie, anzi, di Farookh in giovane età e ci serviva una foto che 'spaccasse' e dove fosse comunque riconoscibile. E abbiamo pensato a questa e ci è piaciuta. E crediamo sia perfetta.

Scusateci comunque per la libertà che ci siamo concessi.

  • I decide to book a vacation, one of those that will remain forever in my memory, and so my choice falls on Zanzibar.

    Exotic destination characterised by wide white beaches and clear sea as if in a dream , but not all...We all know that in Zanzibar , to be precise in Stone Town , was the birth place in 1946, our beloved Freddie and we also know how happy he was as a boy of about 17, full of hopes and dreams for the future with plans to leave their homeland for a far more chaotic and challenging England. But Zanzibar remains the place where he developed in those childhood years so crucial in the lives of all of us.

    And so here's my journey from here, from the desire to discover ( though just 60 years old ) and if what is left of the origins zanzibarine in this man who did not like to refer to the past or you looked too much nostalgia.

    When you arrive in Zanzibar you can breathe a different air immediately ... the humidity is high and already in the weeks preceding the rainy season is almost reach 30 °. There are countless children on the streets who despite having only one dress , and sometimes even shoes run and play happy. Though the people of Zanzibar (composed of Indians, Africans of Tanzania and by the natives ) have nothing or little more , looks so happy and carefree . In this atmosphere of lightheartedness I like to imagine that day away September 5, 1946, when in the womb of mother Jer was born Farrokh Bulsara .

    During one of the trips I visited from the outside ( and even inside a small part ) that is presumed to be the birthplace of Freddie . By doing a little ' research and according to what David Evans writes in his book , the house might just be that despite the house numbers do not match. Evans in fact indicates the number of 113 Shangani Street while on the door of the house (see photo 1) shows the number 139 . Mindful of this I ventured to ask the guide if that was really the home of the family Bulsara because the numbers were different .

    I was told that there was no doubt that he was the one and that the house numbers are then reassigned from time to time (in fact, the No. 113 indicates that Evans was in 1997 , when he traveled to Zanzibar to find out more Farrokh child ) .

    But there was no doubt . The road was just that ! And I was happy about that. Shangani Street leads directly to the sea and is a road wide enough and full of color , changed after all these years but that still retains a retro charm . The house where he was born Freddie has been converted into a hotel and celebrates the myth through some beautiful pictures hanging in the stairwell ( see photo 2 ), two exterior windows and a golden plate where it is written " Mercury House".

    This is the only house that bears the name of Mercury and there is none other in Stone Town. Not far from there is the restaurant renamed " Mercury's " (see photo 3) Spartan and basic but nice and with a beautiful view towards the sea. In reference to the family Bulsara I only visited the outside, due to renovations , the Palace of Wonder , (see photo 4) the structure in which Bomi Bulsara worked as a cashier at the Secretariat of State for the Colonies , which is also very close to Shangani Street. What characterizes Stone Town are the colors and smells (not always pleasant especially if you get close to the fish market ! ), Green vegetation, dazzling white beaches , clear waters of the sea and its beautiful sunsets. The small Farrokh has grown into a corner of paradise earth in contact with wild nature and generous fruit and spice.

    It is not easy to make comparisons between Freddie and the other guests on the island and this for a very strong basic difference : religion. Zanzibar is now populated by 97 % Muslims ; as a result of emigration to England and India populations of Hindu, Christian is very small . But looking deeper you probably understand that the free spirit of Freddie that his desire to live for the moment without worrying too much about tomorrow comes from here, from this land still untouched and its relaxed lifestyle , unconditional , wild and irrational . And that is how you can think that there is in man Freddie much more than he had ever imagined with respect to its origins and at the same time is even easier to find references of his native land in songs like " My Fairy King" . Just look for a moment what is Zanzibar and immediately realized how much that land to echo in the text and melodies of some of the songs written by Freddie . The journey to discover the origins of our queen was exciting , engaging and reassuring. His childhood was spent in the small Farrokh calm in a magical place of dreams and games and little more.

    Those same dreams that led him to become a legend.

    Note of service. We all know that we have chosen as the cover photo was not taken in Zanzibar but in India. But we needed a photo of Freddie , indeed, Farookh at a young age and we needed a photo that ' split open ' and in any case where it was recognizable. And we thought about this and loved it . And we believe is perfect. Sorry anyway for the freedom that we granted .


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