Il 29 maggio 1989 Radio 1 della BBC trasmette l'intervista ai Queen, intervistati insieme per la prima volta dopo tanti anni.
In questa occasione la band rende una delle interviste migliori e più sincere di sempre.
E purtroppo divenuta tristemente nota per essere l'ultima della loro carriera.

L'audio integrale, della durata di 54:44 minuti fu pubblicato come bonus disc nel boxset 'Queen Collection negli USA nel 1992, mentre brevi frammenti furono utilizzati anche per la traccia del 1991 'Queen Talks'.

La versione contenuta nel box 'Queen On Air' ha (inspiegabilmente!!!) perso alcune sezioni e la parte in cui Freddie parla di Aretha Franklin è stato spostato da un'altra parte.

La versione trasmessa è stata ulteriormente modificata per lasciare spazio alla varie tracce dell'album che furono mandate in onda.

Con questa intervista intendiamo festeggiare, nel migliore dei modi, il 30esimo compleanno dell'album The Miracle, album che ha segnato, per tanti, me incluso, la nascita di una magica passione che dura tutt'ora.

L'intervista è disponibile anche sul nostro canale youtube, con audio originale e sottotitoli in italiano.

La trovate QUI - Queen For a Hour - Youtube

Buona lettura. O buona visione.





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Guida alla lettura. 
Ad ogni protagonista dell'intervista abbiamo assegnato un colore, in modo che sia più semplice capire chi dice cosa.
L'intervistatore è in nero ed in grassetto.



     
  Mike Read (L'intervistatore)

       Freddie Mercury

       John Deacon

        Roger Taylor

        Brian May


MIKE: Allora, l'agosto del 1986 ha visto l'ultimo concerto dei Queen, a Knebworth. Effettivamente, dopo quell'evento, la band si è sciolta? E' stata uno cosa decisa tra di voi, avevate pensato di separarvi o vi siete lasciati trasportare dagli eventi?

BRIAN: No, non ci siamo affatto separati, volevamo riposare un po' perchè negli ultimi 15 anni abbiamo girato intorno al mondo, poi siamo tornati in studio per realizzare un album e poi di nuovo in giro per il mondo. Così abbiamo pensato di prenderci una pausa ma la band c'è ancora, davvero.

MIKE: Lo avete deciso prima di Knebworth, Brian, o dopo il concerto... di prendervi una pausa?

BRIAN: Penso durante il tour, non è vero? Se ricordo bene a dopo così tanto tempo

ROGER: Sì, è un pensiero che è arrivato in modo naturale, è stato un tour molto lungo, ed è stato come mettere una 'virgola', così ci siamo riposati per un po', un tacito accordo tra di noi, vero?

FREDDIE: Sì, assolutamente

JOHN: Concordo

MIKE: Lui è d'accordo

BRIAN: Lui è John Deacon

ROGER: Sì, quello è John

MIKE: Quindi Freddie, l'album 'A Kind Of Magic', pensavi a quel tempo che vi sareste allontanati il più possibile per un periodo?

FREDDIE: Sì , assolutamente. Credo che l'idea di questa pausa sia venuta da me, ho deciso da solo. Ho pensato 'riposiamoci' e lo intendevo sul serio, non una breve pausa per poi tornare in studio, volevamo un cambiamento... cambiare il format delle cose che stavamo facendo e anche concederci del tempo per seguire alcuni nostri progetti solisti.

JOHN: Tu hai cantato con quella grossa signora, vero?

FREDDIE: Beh, non in quel periodo come sai ed è semplicemente accaduto, sul serio. Mentre facevamo il Magic Tour, non avevo intenzione di fare un album solista con Montserrat, ma avevo in mente di fare qualcosa da solo e così anche gli altri ragazzi

ROGER: Abbiamo passato molti anni, sai, a fare le stesse cose...

FREDDIE: Sì, sì, è stato come prendere una boccata d'aria, per fare qualcosa senza gli altri, ma non è stato uno scioglimento, non lo era.

MIKE: E' una gran fortuna che foste tutti d'accordo, perchè in molte band di solito, il cantante tende ad essere il punto focale ed è difficile mantenere l'equilibrio. Intendo dire che sei fortunato che gli altri non ti dicano 'Dai, Freddie, per l'amor del cielo, vogliamo continuare'

FREDDIE: Credo sia perchè ci conosciamo instintivamente dopo tutti questi anni e non ci siamo mai detti cose del tipo 'voglio andarmene e proseguire la mia carriera senza di te', non è così, è tipo...

JOHN:... Spazio per fare qualcos'altro

FREDDIE: Sì, voglio dire siamo insieme da quanto ormai? 17 o 18 anni tipo?

BRIAN: Oh mio Dio...

FREDDIE: Credo davvero che se i nostri ego avessero preso il sopravvento ci saremmo separati già molto tempo fa e avremmo intrapreso strade diverse e tutto il resto. Penso che dopo un po' ci stavamo annoiando gli uni degli altri e avevamo solo bisogno...

BRIAN: ...Di un po' di spazio

FREDDIE: Abbiamo bisogno di un po' di spazio

BRIAN: Penso che abbiamo imparato a darci spazio gli uni con gli altri e questo ci aiuta a mantenere l'equilibrio nella band, è davvero difficile stare insieme tutto il tempo, infatti quello è il trucco numero uno se vogliamo, il segreto. Se si resta insieme e si riesce a usare il talento di ognuno ma allo stesso tempo dai agli altri spazio per esprimersi individualmente, credo questo sia il segreto.

MIKE: John, tu sei in sintonia musicalmente con loro, pensi le stesse cose o..?

JOHN No, affatto...Abbiamo tutti idee diverse ed è per questo che discutiamo gli uni con gli altri in qualche modo, tutti noi

MIKE: Le usate tutte quelle idee o devi ancora combattere un pochino con gli altri?

JOHN: Lo facciamo ma, non so, ci confrontiamo in studio per via delle differenti idee

ROGER: Gli altri e i muri (ride)

FREDDIE: Ci confrontiamo

JOHN: No, sono molto diverse e credo sia questo che lo rende interessante

BRIAN: Giusto

MIKE: Quindi John, cosa hai fatto da quando c'è stato il 'decesso' dei Queen, tu sei probabilmente il più tranquillo

JOHN: Decesso? Non c'è alcun decesso dei Queen 

(risate)

BRIAN: E' meglio non parlare di questo

JOHN: E' un'interruzione, un'interruzione forse

ROGER: Una semplice virgola

MIKE: La rifacciamo, la rifacciamo ancora...che cosa hai fatto negli ultimi due anni John?
JOHN: Non molto veramente, sono stato in vacanza un paio di volte

BRIAN: La riformuleremo quella domanda, vero?

ROGER: Non mi piace quella parola, 'decesso'

JOHN: No, non mi piace la parola 'decesso', abolisci quella parola, la toglieremo

MIKE: I sei decessi se ne sono andati quindi...

JOHN: Non ho fatto molto davvero, un paio di video per Morris Minor And The Majors, ed è tutto

MIKE: E una grande hit

JOHN: Sì, una era The Stutter Rap che è andata molto bene per loro

MIKE: Ci sono delle persone che vengono da te per fare delle cose, voglio dire, essendo un membro dei Queen...

JOHN: Solitamente vogliono i soldi, è quello che cercano

MIKE: Voglio essere associati a te?

JOHN: Sì, qualche volta 

MIKE: Brian, tu hai lavorato con Anita Dobson, una signora con una gran bella voce. La gente la conosce per Eastenders e poi ha pensato 'ecco Brian May, musicista, che lavora con lei, sebbene sia anche lei una grande cantante'

BRIAN: Sì ho fatto molte cose per cui le persone hanno alzato le sopracciglia, mi dispiace ma ho creduto in tutte. Sì, ho prodotto l'album di Anita che penso sia molto bello musicalmente, e ho prodotto l'album Bad News  che credo sia stato molto significativo in un certo senso

ROGER: Molto cattivo musicalmente

BRIAN: Cattivo musicalmente, ma penso completamente centrato. Ho suonato con molte persone con cui in precedenza non avevo avuto il tempo di collaborare perchè i Queen, negli anni passati, sono stati una unità molto chiusa. Così ho trovato me stesso, suonando con i Black Sabbath e facendo delle jam sessions con i Def Leppard ecc. Mi sono davvero divertito ma la mia opinione è che non potrei essere un produttore, ho fatto molte produzioni ma preferisco suonare

MIKE: E' da dove ti arrivano le principali vibrazioni... intendo suonare sul palco

BRIAN: Sì, se produco qualcuno finisco comunque per suonare quindi c'è sempre quell'aspetto, e credo sia la cosa che faccio meglio e sono felice di tornare a farlo. E quando il gruppo ha cominciato a lavorare all'album di nuovo è stato bello far parte del team, c'è una bella sensazione e ci sono molte cose, abbiamo idee davvero diverse ma c'è un equilibrio, litighiamo certo, ma ne esce sempre qualcosa di buono, sempre

MIKE: Quando è uscito  Bad News molte persone dicevano che era una sorta di versione inglese di Spinal Tap

BRIAN: Ci sono molti parallelismi ma ci sono anche alcune differenze. Sì penso che, non voglio andarci pesante, siano delle persone talentuose nello stesso modo in cui lo siamo noi come gruppo, sai come un...gruppo di commedianti che hanno davvero qualcosa da dire, è stato un grande progetto per me

MIKE: Sperimenti ancora con i suoni della chitarra? Ricordo, qualche anno fa, facevo un show in TV con te, e tu suonavi con diverse monete per ottenere il suono del violoncello con la tua chitarra, lo fai ancora?

BRIAN: Sì, ma uso ancora il setup di base, non mi addentro troppo nell'uso del sintetizzatore e tutta quella roba, la tecnologia moderna. Usiamo la tecnologia nel momento in cui trasferiamo i pezzi sul nastro ma amo il modo in cui suona la chitarra, quindi sono molto più incline al suo suono naturale di quanto lo fossi in passato.

MIKE: Chi sono alcuni dei tuoi eroi?

BRIAN: Beh, Jimi Hendrix e probabilmente Jeff Beck, Clapton penso sia meraviglioso e molte altre persone che ascolto, ascolto tutti, Van Halen è esemplare tra le nuove leve

MIKE: Mentre tu facevi quello, Roger stava lavorando con i Cross, la sua band

ROGER: Sì, è stato prorio quando abbiamo deciso di prenderci una pausa, mi piaceva l'idea di essere coinvolto in un'altra band, ma in ruolo diverso così sono una specie di cantante dei Cross e si sta trasformando in in gruppo molto democratico ma naturalmente i Queen hanno la priorità su tutto il resto, perciò è stato bello tornare in studio e fare un album con i quattro vecchi..... uomini.

BRIAN: Quattro vecchie streghe chiamate Queen

MIKE: Lo siete, lo siete

ROGER: Questa è la BBC, non posso dire parolacce

MIKE: Ti stai lasciando andare...

ROGER: Mi piace che Brian ci chiami un gruppo di comici proprio ora

FREDDIE. Commedianti, sì
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MIKE: Stavo per dire che le tracce che aprono il disco, 'Party' e 'Khashoggy' Ship' sono piuttosto inusuali, da dove è venuta l'idea nel suo insieme?

ROGER: Beh veramente penso che fu di Freddie e Brian, credo di essere stato in vacanza a sciare in quel periodo e poi sono tornato

BRIAN: Sì, è da lì che viene

ROGER: Sono tornato e avevano questa idea...No, penso che per 'Khashoggi's' c'eravamo tutti, vero?

Ma 'Party' è sbucata fuori quando non ero nei paraggi

MIKE: Allora... l'album, Freddie, si chiama 'The Miracle', la traccia 'The Miracle' ha un testo molto interessante, è stata una tua idea?

FREDDIE: Le parole no, credo sia una delle canzoni a cui abbiamo contribuito tutti, lo diresti?

Peso che questo sia l'album in cui abbiamo contribuito tutti di più.... nel senso di averlo scritto insieme. Prima ognuno scriveva le proprie canzoni, le metteva giù e le sottoponeva agli altri e ognuno ci aggiungeva qualche particolare ma credo che sin dall'inizio in questo album le tracce siano emerse dai noi quattro tutti insieme. Per questo credo che abbia quasi tutte le tracce accreditate ai Queen. Ma, tornando al testo di 'The Miracle', credo che ognuno di noi ci abbia messo qualcosa perchè... succedeva che qualcuno proponeva un verso e poteva dire 'oh questo è terribile' e lo cambiava e così via. Infatti, in un certo senso, ho odiato questa cosa perchè continuavo a cantare parole diverse ogni giorno finchè non ci siamo trovati d'accordo sulla stesura finale. Quindi direi che 'The Miracle' è assolutamente  divisa in quattro, vero?

JOHN: Sì, questo album è quello in cui abbiamo maggiormente contribuito insieme in termini di musica e testi

BRIAN: Giusto

MIKE: Era programmato o è semplicemente successo?

ROGER: Era una cosa pre concordata, era un'idea e non eravamo sicuri che avremmo potuto davvero realizzarla in quel modo, ma ci siamo riusciti

BRIAN: E' stata una decisione importante per questo album, non lo avevamo mai fatto prima davvero. Immagino lo avessimo deciso dall'inizio che, se avessimo contribuito tutti alle canzoni, alla fine sarebbero state accreditate ai 'Queen'.
Non sembra una gran cosa ma fa una enorme differenza in studio perchè... si ha la tendenza ad diventare molto possessivi con le canzoni se c'è il tuo nome sopra. Dall'inizio ci siamo detti di lasciarci tutto alle spalle e che tutto il materiale sarebbe stato accreditato alla band.
Quindi, probabilmente, come hanno detto gli altri, ci siamo messi a scrivere come un team come mai era accaduto prima.

MIKE: Questo metodo di lavoro sarà un trend per i futuri album, ha funzionato così bene che lo rifarete?

BRIAN: Credo di sì

ROGER: Sì , è molto gratificante, vero? In termini di ego aiuta perchè non te ne esci fuori dicendo 'Voglio inserire questa perchè penso che la mia canzone sia migliore'. Se condividi tutto è molto più democratico in un certo senso

FREDDIE: Anche rimanere lontani gli uni dagli altri per un paio d'anni aiuta. Vedi, è la ragione per cui non ce la siamo sentiti di lavorare in un certo modo, intendo che dopo quella specie di lunga vacanza o dopo i progetti solisti, abbiamo deciso che saremmo tornati insieme solo se lo avessimo voluto davvero e così è stato, lo volevamo davvero. Infatti mi ricordo un paio delle prime tracce, quelle di cui stai parlando 'Party' e Khashoggi's Ship', sono nate proprio in studio e si sono evolute naturalmente, eravamo affamati. E ci siamo sentiti come i primi tempi, eravamo molto eccitati e dicevamo 'Oh sì, questa sarà una buona traccia...' e sono venute fuori moltissime tracce tra cui abbiamo dovuto scegliere, credo fossero una trentina dalle quali sono uscite le 10 contenute nell'album. E' stato un buon anno, un buon raccolto.

MIKE: Quindi cosa..

JOHN: Buona annata

FREDDIE: Buon raccolto

MIKE: ….Quindi cosa farete con le venti tracce rimaste escluse?

FREDDIE: Beh, sono ancora in giro, voglio dire, sono là...(ride)

JOHN: Potrebbero scappare...

FREDDIE: Voglio dire... in un certo senso è stato abbastanza difficile setacciarle tutte e decidere. In effetti è da lì che sono nati tutti i battibecchi ma è una cosa buona, così abbiamo dovuto decidere. Avevamo molte tracce che ci piacevano individualmente, e alla fine abbiamo dovuto scegliere su quali lavorare perchè la cosa che non volevo fare era dover lavorare su tutte e trenta le tracce. E' divertente perchè Paul McCartney stava lavorando in uno studio accanto a noi e si trovava nella stessa situazione, letteralmente. Aveva trenta tracce ma avrebbe lavorato virtualmente su tutte quante e ho pensato fosse un metodo molto accurato. Io avrei piuttosto lavorato un po' su tutte e poi avrei deciso le dieci sulle quali concentrarmi. Si tratta di prendere la decisione a monte e credo che sia ciò che abbiamo fatto, ma non significa che le altre siano da sottovalutare, potrebbero tornare utili più avanti.

MIKE: Tenete queste idee in considerazione e quando arriva il prossimo album, se non avete idee migliori, utilizzerete quelle?

FREDDIE: Nel momento in cui ci mettiamo a lavorare la tendenza è quella ma dipende da quando effettivamente torniamo in studio. Abbiamo delle idee che risalgono a molto tempo fa e poi quando ci mettiamo a lavorare capita che non le tocchiamo nemmeno, per questo abbiamo ancora una sacco di materiale dai precedenti album e ce ne sono alcune davvero buone penso, ma sembra che ce ne stanchiamo molto velocemente, vero?

ROGER: Vuoi sempre qualcosa di nuovo, fresco... quindi, probabilmente, abbiamo un sacco di tracce in giro...

FREDDIE: Qualche volta penso che vada a nostro svantaggio perchè ci sono alcune grandi idee che tendiamo a dimenticare ma sembra che ci annoiamo molto con alcune idee che continuano a girarci intorno

MIKE: Credo sia lo stesso per ogni band o artista, nel momento in cui esce l'album e hai lavorato sulle tracce ne hai avuto abbastanza, ma per il pubblico sono nuove e fresche. Poi dovete andare in giro a promuoverle e pensi 'Oh, questo album mi perseguita dappertutto'. E' un fastidio? Voglio dire...la gente lo percepisce sempre in modo diverso, loro pensano 'voi avete scritto le canzoni, dovete amarle per forza'

BRIAN: E' un'arma a doppio taglio perchè le cose che sono popolari sono popolari e questo in qualche modo si applica anche a noi come al pubblico, penso. Ha senso?

MIKE: Ha senso

FREDDIE: Non per me (risate)

ROGER: Non ho capito una parola

BRIAN: Quello che voglio dire è...ehm...
Riprendendo ciò che dice Freddie, avevamo tutti questi pezzi di tracce, e alcune erano mezze finite... ed è accaduto naturalmente. Sai... ci sono tracce che vuoi tirare fuori e devi  lavorarci sopra e in questo modo le porti a termine, e ce ne sono alcune per cui pensi 'Oh, è buona ma non so davvero che farmene al momento', perciò vengono lasciate da parte e non ci restano molte decisioni da prendere perchè molte nascono da sole, tracce che.... 'esplodono' per venire fuori in qualche modo, per una sorta di domanda collettiva da parte del gruppo



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MIKE: Perchè non avete registrato tutto l'album nel vostro studio a Montreux?

BRIAN: Beh, viviamo a Londra quindi...

ROGER: Beh, volevamo rimanere a casa credo, per cambiare

BRIAN: E' molto più facile

FREDDIE: E anche perchè spostarci richiede del tempo, e penso che diventiamo irritabili quando stiamo in un unico ambiente infatti abbiamo usato 3 studi, vero? E sono anche pochi per noi che normalmente ci spostiamo parecchio. A Montreux è stato fatto un buon lavoro ma è durata un paio di settimane e siamo tornati

MIKE: Arrampicandosi sui muri

FREDDIE: Sì

MIKE: La traccia 'Breakthru' comincia come se fosse un'altra 'Bohemian Rhapsody', il coro e il suono pieno che viene poi interrotto da questo ritmo vibrante della batteria, Rog...

ROGER: Grazie

MIKE: Era tua intenzione sorprendere le persone nel momento in cui si stanno cullando in quella sensazione illusoria con i ragazzi del coro e poi improvvisamente irrompe la batteria...

FREDDIE: Posso rispondere io a questa domanda?

ROGER: Stavo per dirlo...

FREDDIE: E' abbastanza semplice, è un chiaro esempio di ciò di cui parlavamo prima...'Breakthru' nasce da Roger, è un suo pezzo. La traccia dei cori a cappella all'inizio proviene da un altro pezzo. Come dicevamo prima, avevamo tipo 30 tracce e quello è un piccolo estratto che ho pensato stesse bene e ho detto 'mettiamolo all'inizio del brano'... quindi sostanzialmente è un'altra canzone. Sembrava una sorta di transizione che si sposava bene. E' un ritaglio di qualcos'altro, è la verità.

ROGER: Ma funziona liricamente, è un mix piacevole 

MIKE: Perchè chiunque la ascolti potrebbe pensare che è parte integrante della stessa cosa invece per voi sono due pezzi messi insieme.

JOHN: Però ora è un unico pezzo

ROGER: Penso che lo sai se funziona o no

MIKE: Sì

BRIAN: Sì, ce ne sono diversi di esempi come quello perchè volevamo condensare nell'album  il maggior numero possibile di idee che avevamo perciò risulta molto compresso in qualche modo... e ovviamente metti solo le cose che hanno un senso insieme...abbastanza stranamente se lavoriamo tutti insieme ad una particolare idea, la stessa tende ad amalgamarsi molto bene. Credo che mentre ne parlavamo, le idee venissero fuori

MIKE: L'album è molto stile Queen. Negli ultimi due anni non avete permesso alle molte influenze esterne di entrare nell'album, è veramente nel vostro stile, vero?

ROGER: Credo che sarebbe stato sciocco se avessimo provato a, come dire...suonare come Prince o chiunque fosse popolare in quel momento. Noi dobbiamo rimanere fedeli a noi stessi e realizzare un album che sappiamo la gente si aspetta da noi, dobbiamo accontentare le persone con la musica e credo questo sia quel genere di album e no...non è alla moda davvero e non è pesantemente influenzato da fonti esterne. Ci rappresenta davvero e ci riporta indietro ai nostri inizi, ed è molto presente la chitarra di Brian, che suona ancor meglio di prima...

BRIAN: Grazie

ROGER... Molta chitarra, come si suonava in studio live

MIKE: Ok torneremo a parlare dell'album a breve…



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MIKE: Freddie...Montserrat Caballè...hai avuto un gran successo laggiù, si ha sempre l'impressione che, nonostante ti sia divertito e tu ami l'opera, ti sia fatto delle grandi risate sotto i baffi mentre lo facevi e magari pensavi 'E' oltraggioso ma mi sto divertendo moltissimo!' 

FREDDIE: (ride) E' vero. E' come un'ondata, una marea, hoo..hoo.hoo. E' stato molto divertente, in quel momento volevo fare qualcosa di completamente diverso e penso che la cosa si sia ingigantita perchè non pensavo davvero che avrebbe accettato la mia offerta e lo avremmo fatto. In poche parole, all'inizio pensavo che avremmo inciso solo una traccia ma lei ha detto 'facciamo un album intero' e ho pensato 'Dio, cosa faccio adesso?' Mi sono ritrovato come incastrato in quella situazione e ho pensato 'non posso deludere una super diva'. In un certo modo è stato un bene perchè non avevo molto tempo per pensarci ma una volta detto ho passato un anno a fare in modo che andasse tutto bene, ero molto nervoso...Lei mi ha dato la spinta ma è stata una cosa molto diversa per me da fare e sono felice di averlo fatto. E' una cosa molto snervante, completamente diversa dal rock 'n' roll e richiede molta disciplina ma ora sono sollevato che sia finita....E non chiedermi se ne farò un altro perchè la risposta è no.

MIKE: Non te lo avrei chiesto. Quello che volevo chiedere è se hai bisogno di disciplina, se sei propenso ad essere indisciplinato, ne hai bisogno per darti una calmata, per continuare a sforzarti a lavorare?

FREDDIE: Beh, sì ce n'è bisogno. E' un tipo di disciplina completamente nuova per me. Ho dovuto scrivere tutti i pezzi con Mike Moran ed è stato insolito perchè non sapevo come fosse abituata a lavorare visto che arriva da un mondo totalmente diverso e ho capito che stavo imparando moltissimo mentre ero con lei e quindi ho dovuto fare le cose in modo differente...è difficile da spiegare...non è come il rock 'n' roll, non potevo lasciarmi andare all'istinto. Con Roger, Brian e John ci conosciamo da anni, so certe cose ed è più facile. Con lei invece era come una scatola magica per me, avevo la sensazione di essere sulla strada giusta ma allo stesso stesso dovevo comprendere il suo metodo di lavoro, come è abituata a registrare, lavorare, respirare, quali cose le piacciono...mentre scrivevo provavo a cercare una mia strada per essere sicuro che le piacessero i pezzi, se non le fossero piaciuti me lo avrebbe detto...

ROGER: Anche tu le hai insegnato qualcosa, vero?

FREDDIE: Sì, le tecniche di registrazione erano diverse, lei era abituata ad arrivare in studio, fare la sua parte e poi andare via e le ho detto 'no, no, non puoi più fare così' e mi ha risposto 'non sono abituata a lavorare in questo modo'...'bene' ho detto, allora le ho insegnato cosa fare, a cantare in modo diverso..lei viene da un altro mondo.

MIKE: Quindi non ci sarà un tour con lei su un Commer van o cose del genere? (risate)

FREDDIE: Sì, per i miei vestiti? No, no (ride)

MIKE: Hai idea se c'è qualcun altro, lungo quella strada, con cui ti piacerebbe fare qualcosa?

FREDDIE: Intendi un duetto con qualcun altro?

MIKE: Sì

FREDDIE: Beh, Aretha Franklin era una di quelle ma la vedo ancora come parte del mio mondo mentre con Montserrat....non sapevo da dove cominciare...voglio dire che è stato un gesto impertinente da parte mia, non pensavo avrebbe portato a qualcosa di buono e quando lei ha accettato ero sbalordito, ho pensato 'Mio Dio, ora devo passare dalle parole ai fatti' e sono contento di averlo fatto. E' stata un'avventura totalmente diversa e non credo mi succederà di nuovo. Mi piacerebbe vedere altri cantanti rock cimentarsi nella stessa cosa e vedere se ce la fanno.

MIKE: Probabilmente non ce la farebbero ma tu ci sei riuscito.

FREDDIE: Ecco vedi? Sono magnifico, vero?

MIKE: Assolutamente sì (risate).

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MIKE: I contributi visivi per quel lavoro erano assolutamente stupendi come lo sono stati per molti video dei Queen e altre cose nel passato. Per il nuovo album, avete altre idee originali... Dovete averne, è ovvio.


BRIAN: Probabilmente sì, ma il primo video sarà molto semplice, vogliamo solo essere una band ed essere visti ancora come tale, per noi era importante, quindi le grandi 'trovate sceniche'....non so se sia la parola giusta... saranno assenti dal primo video. Saremo solo noi su un palco.

FREDDIE: Non lo sai ancora, Mallet lo sta facendo

BRIAN: Sì, con David Mallet, cos'altro puoi dire?

FREDDIE: E' favoloso

ROGER: Ti aspetti il Cavern e invece hai Place de la Concorde o qualcos'altro

JOHN: Abbiamo un'immagine molto forte per la copertina dell'album

MIKE: Cioè?

FREDDIE: Beh, gli ascoltatori si divertiranno molto adesso (ride)

MIKE: Ci piacerebbe sentire la tua descrizione della copertina John...

ROGER: La tengo davanti al microfono ora

JOHN: Oh, non riesco a descriverla ma è insolita e diversa e dovrete comprare il disco per scoprirlo

FREDDIE: Buona questa

MIKE: Molto misterioso

BRIAN: Potrei descriverti il cappello di John Deacon in questo momento

MIKE: Parlando di ritmo come stavamo facendo prima... In 'Rain Must Fall' c'è un che di latino, una sorta di samba...Roger

ROGER: Sì, è una specie di mix. è una combinazione con delle armonie africane

JOHN: E molte sovraincisioni

ROGER: Sì, ce ne sono molte, molte percussioni che ho realizzato sopra quella quindi ci sono tante cose che di susseguono ma ne ho dovute eliminare diverse per lasciare spazio alle.... chitarre (risate)

JOHN: E alla voce

ROGER: Le voci, sì

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MIKE: Tornando al tuo gruppo, i Cross... Dicembre 1988, il grande party all'Hammersmith Palais, dove avete suonato

ROGER: Oh sì, sì! In effeti era una sorta di Natale del Fan Club dei Queen, una specie di party; siamo andati e abbiamo suonato spontaneamente un set di circa 40 minuti, una cosa breve, è stato divertente. Poi è arrivato Brian e abbiamo fatto uno spettacolo tipo blues, si sono divertiti tutti.

BRIAN: Molto divertente

MIKE: E' una sorta di valvola di sfogo, mentre non state lavorando?

ROGER: Sì. Era davvero un modo per sfogarsi e abbiamo pensato che tutti sarebbero stati contenti e si sarebbero divertiti

MIKE: Lo fate a casa? Quando esce un nuovo album e tutto il resto intendo, vi ritrovate insieme privatamente? Ovviamente tra di voi andate molto d'accordo, siete anime gemelle che hanno bisogno si stare lontane per un po' come chiunque altro in fondo.. vi trovate per suonare insieme o improvvisare?

BRIAN: Ci ritroviamo ma ad essere onesti non suoniamo molto...capita di suonare con altre persone stranamente ma suppongo sia normale in un certo senso, ci vediamo molto spesso, forse molto più di quanto abbiamo fatto nel periodo di mezzo, quando ci eravamo allontanati direi...Penso che ci siamo uniti molto di più... suona sdolcinato ma siamo come una famiglia e quando attraversi dei momenti di instabilità nella tua vita a volte il gruppo è ciò che consideri il tuo punto di riferimento

ROGER: Sì, è come un'ancora...nella mia vita, nelle nostre vite,  il gruppo è sempre stato , per quanto tempo...18 anni o giù di lì, come diceva prima Freddie , non so che vita sarebbe stata senza, è una sorta di fulcro o una cosa del genere.
Ma quando ci vediamo non facciamo jam session perchè sarebbe come tornare al lavoro...sarebbe sia lavoro che una specie ritrovo tra amici suppongo

MIKE: Mentre eravate in questa specie di vacanza durata due anni e stavate facendo altre cose...ascoltando la radio o nuovi album avete pensato di qualcuno 'Hey, questi stanno facendo strada, sono bravi, ci piace questo gruppo...' Intendo se siete diventati radio ascoltatori o acquistate dischi o qualsiasi altra cosa?

JOHN: Bananarama (risate)

MIKE; Sì, sono le armonie che ti affascinano John vero? Quelle armonie a tre voci

JOHN: Potrebbe essere sì, quelle voci che cantano insieme sono qualcosa di...

MIKE: E' abbastanza incredibile avere tre persone che cantano all'unisono in un disco vero? Ci sento un'enorme elaborazione ma non importa (risate)
Possiamo usarla per lo speciale sulle Bananarama (risate)

BRIAN: Sì, è il nostro tributo alle Bananarama 

ROGER: Sì, Bananarama

MIKE: Cosa mi dite delle vostre canzoni preferite, delle vostre collezioni o delle cose che vi piacciono? John, una delle tue preferite è 'Veronica' e sospetto non lo sia solo per la canzone in sé ma perchè è... un dovere per te

JOHN: No, no, no.... la ragione è perchè mi è stato detto, prima di venire qui, di scegliere una canzone preferita e non sapevo quale...

ROGER: C'è il mattarello per te amico...

JOHN:...Così mi sono detto 'meglio scegliere quella perchè è il nome di mia moglie' e c'è Paul McCartney che suona il basso perciò andava bene
MIKE: Quando stavi imparando a suonare era Paul il tuo bassista preferito?

JOHN: Veramente mi piaceva Chris Squire quando ero molto giovane, andavo a vederlo suonare con gli YES e...chi altro c'era...il ragazzo che suonava con... Rory Gallagher, era molto bravo, Hugh Mc Cracken

ROGER: Oh, sì sì

BRIAN: Mmmm

MIKE: Era bravo davvero, l'ho visto al Marquee, molto bravo

JOHN: Sì ma ce ne sono diversi altri, anche Paul era molto bravo, non male

MIKE: Quindi Veronica, solo per mettere le cose in chiaro perchè la manderemo in onda comunque... 'Veronica' è una delle canzoni del momento che preferisci

JOHN: Sì, potrebbe esserlo, la suonano alla radio in questo periodio, l'ho sentita

MIKE: E perchè è il nome di tua moglie

JOHN: Esatto

MIKE: Freddie, parlando delle tue cantanti preferite di sempre...Aretha Franklin... potrebbe, uno dei suoi singoli, essere uno dei tuoi preferiti?

FREDDIE: Sì, penso 'Natural Woman'...ha fatto tante canzoni e singoli che mi piacciono. Adoro l'album 'Amazing Grace', non so se lo conosci, è una sorta di doppio Gospel che ascolto di tanto in tanto e a cui mi ispiro molto ma 'Natural Woman'... tutto ciò che fa è fantastico. Sono invidioso di George Michael che ha fatto un duetto con lei...Io lo avrei fatto meglio (ride)

BRIAN: Ohhh

JOHN: Ohhh

ROGER: Certo

BRIAN: Chi? Tu e George Michael?

FREDDIE: Intendiamoci... Penso che George Michael abbia davvero una gran bella voce, è un altro dei cantanti che mi piacciono, così come Robert Plant... sia Aretha Franklin con 'Natural Woman' sia George Michael con 'Careless Whisper', bella canzone

MIKE: Se volessi fare qualcosa con lei, come la approcceresti?  Chiunque potrebbe pensare che Freddie alzi il telefono e dica 'Ciao Aretha, sono Freddie, che ne dici di cantare insieme?'. Ovviamente non funziona così...

FREDDIE: No, dopo Montserrat, quel tipo di 'Big Mamas' vorrei lasciarle da parte per un po' (ride). Sono contento di tornare al rock 'n' roll con i Queen ma penso... non so come, che farei del mio meglio con lei e canterei in modo naturale. Cioè on Aretha farei qualcosa sul genere gospel, cosa che in qualche modo con i Queen abbiamo già fatto con le armonie per 'Somebody to Love' .
Mi piacerebbe davvero che Aretha cantasse 'Somebody To Love', sarebbe una cosa carina se qualcuno glielo proponesse. Ma provare a cantere con lei, non so, non mi ha ancora contattato.

MIKE: Sono sicuro lo farà. Brian, che mi dici dei tuoi preferiti?

BRIAN: Beh, ci sono molte cose relative alla chitarra che potrei citare, vuoi che ti dica il mio disco preferito?

MIKE: Puoi girarci attorno

BRIAN: Silenzio tombale qui, mi spiace

MIKE: Ci puoi girare attorno per poi arrivare a quella in particolare, penso sia una buona idea

BRIAN: Il mio disco preferito quando ero piccolo era quello di Smoky Robinson and the Miracles e la canzone 'Tracks Of My Tears' e credo lo sia tuttora perchè a me non interessa che disco è... è per come ti cattura o meno, e questo per qualche ragione lo fa... il modo in cui  ti afferra e si aggrappa al cuore, per me è quello che un disco pop deve avere. Quindi direi che è quello davvero

MIKE: Roger, credo che la tua preferita sia una canzone scritta da John Lennon, ispirata da una sirena bitonale della polizia

ROGER: Sì esatto, quel dee-dee-dee.... Trovo che 'I Am The Walrus' dei Beatles sia... è difficile citarne solo una, un capolavoro surreale e quello che ha fatto con il testo, con quello stile Lewis Carroll in un certo senso...quelle parole sono meravigliose e la struttura del suono nel disco è straordinaria, ci sono delle qualità nascoste e ogni volta che lo ascolto sento cose diverse

MIKE: Arrivi alla fine solo per capire le parole pronunciate e vedere dove va a parare

ROGER: Esatto, cogliere il momento di teatro di Radio Four che arriva alla fine mentre si sintonizzano sui canali radio, è un disco magnifico
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MIKE: Ok torniamo all'album e alla canzone 'My Baby Does Me', come è nata?

BRIAN: Devi guardare dall'altra parte del tavolo per scoprirlo, è di Freddie e John

MIKE: Dimmi Freddie....da dove nasce 'My Baby Does Me', non avevi niente da cui partire

FREDDIE: Allora...

JOHN: Ti è venuta l'idea per il giro di basso che poi mi hai fatto suonare, vero?

FREDDIE: No, pensavo fossi stato tu

JOHN: No, è venuto da te

FREDDIE: Oh beh, credo che quella canzone nasca da me e John...io sono Freddie comunque (risate). Mi ricordo che stavamo provando qualcosa...volevo qualcosa che fosse più rilassato rispetto al tenore delle altre canzoni...ho pensato che eravamo molti coinvolti in una certa atmosfera e che fossero molto heavy e c'erano molte tracce di chitarra in alcune canzoni e avevamo bisogno di qualcosa che fosse più 'pulito', semplice, razionale e così siamo andati dritti per quella strada ed era qualcosa che non avevamo in previsione...Sono stato chiaro? No, per nulla veramente..

JOHN: E' molto diversa dalle altre tracce nell'album

FREDDIE: Sì, abbiamo deciso che dovesse essere qualcosa con un controtempo più semplice, che fosse orecchiabile. Non credo che all'inizio dovesse far parte del disco ma poi abbiamo deciso che sarebbe stata un piacevole boccata d'aria alla fine del lato B.

MIKE: Forse è la canzone più elementare

FREDDIE: Sì, quella è la parola che cercavo così l'abbiamo inclusa anche se non c'è dietro un'idea strepitosa

MIKE: come avete deciso che 'I Want It All' sarebbe stato il primo singolo, è stata una scelta democratica o l'avete messa ai voti?

FREDDIE: E' stata una battaglia

BRIAN: Come dicevo, al di là di tutto il lavoro che c'è per realizzare un album, scegliere il primo singolo è probabilmente la parte più ardua. E' sempre terribilmente difficile decidere quale far uscire...suppongo sia stato democratico, abbiamo cercato anche riscontro da alcune altre persone che lavorano nel settore, persone della casa discografica con cui abbiamo lavorato tutto il tempo. E alla fine non sai se hai preso la decisione giusta, forse non lo sai mai. Abbiamo avuto dei riscontri, prima di tutti dall''America, che sarebbe stata la scelta giusta per loro, poi dalla Germania. Credo che fossimo meno sicuri della scelta per l'Inghilterra perchè se non hai un certo tipo di suono che possa adattarsi ai gusti di Radio 1 ti devi preoccupare

MIKE: Sì, può essere un aspetto negativo con una radio che domina un Paese, come Radio 1 l'unica stazione radio nazionale pop.

BRIAN: Ci stanno trasmettendo, devo ammetterlo...

MIKE: Quello che stavo dicendo è che non hai bisogno di collegarti ad una radio stazione per cercare quel certo tipo di musica...

ROGER: Sentiamo jingles tutto il tempo

MIKE: Credo sia piuttosto preoccupante perchè se voi fate la vostra musica non volete davvero adattarvi a quello standard...

BRIAN: Sì, esatto

MIKE:... ma allo stesso tempo volete raggiungere il pubblico, le persone

BRIAN: Sì, abbiamo sempre avuto l'idea di condurre le persone verso qualcosa di nuovo piuttosto che adattarci a quello che andava di moda ma è sempre un rischio, comunque ci sono altre tracce che di sposano bene con la programmazione di Radio 1 ma sentivamo di dover dare priorità a qualcosa con più atmosfera

JOHN: E' molto difficile, avevamo idee diverse su quale singolo dovesse uscire

BRIAN: Sì, non è semplice 

ROGER: Arduo

MIKE: Credo sia molto triste sentirsi dire 'devi adattarti alla programmazione di Radio1'...

BRIAN: Sei gentile

MIKE: Sì, lo so ma voglio dire che lo penso da sempre...se la musica è buona è buona e basta, se non lo è non lo è, non importa da dove proviene

ROGER: Sfortunatamente non credo che sia il caso di questo Paese, la musica potrebbe essere buona ma credo che la qualità non sia il metro di giudizio, viene programmata o meno. Il parametro di giudizio, come ha detto Brian, è quello di rientrare in quel tipo di standard e, stranamente, il nostro primo singolo non rientra davvero in quella categoria

BRIAN: E forse stiamo commettendo un enorme errore ragazzi

ROGER: Ma è qualcosa di nostro, potrebbe essere uno sbaglio sì...ma scopriremo se lo sarà o se piuttosto sarà una hit

BRIAN: Chi lo sa...

FREDDIE: Non puoi accontentare tutti..

ROGER: No, non puoi

FREDDIE...ed è quello che vogliamo fare, accontentare più persone possibili con una sola canzone ed ecco perchè i Queen sono sempre stati versatili, ci piace esserlo. Siamo quattro autori di testi e scriviamo tutti in modo diverso e l'unico modo per riuscire a comprendere il nostro lavoro è comprare il disco e poi,quando dobbiamo scegliere il primo singolo è molto difficile e a volte sembra che la nostra scelta ricada su quattro singoli da far uscire, uno diverso dall'altro e alla fine credo sia quello il modo giusto per avere un'idea dell'album. Ma direi che, fondamentalmente si dovrebbe ascoltare l'album intero, il singolo serve a rompere il ghiaccio e poi usciranno gli altri tre.

BRIAN: è divertente, mi riporta indietro di anni perchè lo abbiamo sempre sostenuto...sai la gente ci chiedeva a cosa stessimo lavorando e noi rispondevamo che dovevano ascoltare l'intero album perchè era quello a cui lavoravamo, siamo sempre stati un gruppo da album penso, fin dai primissimi tempi eravamo soliti dire 'per favore non giudicateci da un unico singolo, ascoltate il disco e avrete l'immagine bilanciata di ciò che stiamo facendo'

ROGER: Ma ricordo molta gente che ci diceva non non far uscire 'Bohemian Rhapsody' perchè era un suicidio commerciale perchè per prima cosa non era adatto alla trasmissione in radio e secondo non l'avrebbero mai trasmessa alla radio per il fatto che era troppo lunga ma siamo rimasti fermi sulle nostra decisione e non l'abbiamo tagliata, l'abbiamo lasciata così com'era e fortunatamente la storia ci ha dato ragione ma sarebbe potuta andare diversamente, saremmo potuti sparire...

MIKE: Credo che la maggior parte delle persone potrebbe essere sorpresa dal fatto che vi preoccupate ancora di questi aspetti. Essendo una grande band da così tanto tempo, potrebbero supporre che siate indifferenti e che pensiate 'speriamo che l'album arrivi al numero uno, ci aspettiamo che il singolo diventi una hit' ma a quanto pare non è così perchè ve ne preoccupate 

BRIAN: Ci interessa moltissimo ancora, come nei primi tempi, nello stesso modo sai...vuoi conquistare la gente

ROGER: Forse è per questo che ancora andiamo avanti

BRIAN: Esatto, vuoi che la gente ascolti quello che facciamo, è molto importante
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MIKE: Ok, la canzone 'Invisible Man', è di uno di voi?

BRIAN: Chiedi a Roger...

JOHN: Roger

MIKE: Roger...sei tu 'l'uomo invisibile'?

ROGER: No, no...magari. A volte vorrei esserlo ma sì, la colpa è mia per quella canzone...tutti noi abbiamo dato un contributo ed è passata attraverso alcuni cambiamenti dovuti al fatto che ognuno ci metteva un proprio pezzettino diverso e poi veniva modificata, ecc.

MIKE: L'idea del testo è di tutti?

ROGER: Sai..non ricordo, qualcuno me l'ha chiesto l'altro giorno e non riuscivo a ricordare da dove fosse venuta l'idea, credo da un libro che stavo leggendo ed ne è uscita una struttura ritmica che avevo in mente, in realtà non viene da nessuna idea in particolare...

MIKE: OK. E 'The Miracle'?

BRIAN: Roger...Mi hai detto un giorno eri in bagno, l'hai canticchiata ed ecco fatto...

ROGER: No credo fosse una battuta di Freddie per qualcos'altro

BRIAN: No, tu l'hai detto... in bagno hai detto

JOHN: Quella era 'Killer Queen', giusto?

ROGER: Era 'Crazy Little Thing Called Love'

FREDDIE: 'Crazy Little Thing Called Love', storia vera

MIKE: Sembra che abbiamo esplorato abbastanza ampiamente l'album, le tracce, credo che abbiamo abbastanza per un'ora di trasmissione...magari un piccolo trailer da ognuno di voi che dite 'Ciao sono Bob', 'Ciao sono...Stephen'...

( Dalla regia: PRODUTTORE: Sarebbe magnifico per il programma, sì, Ok, e i vostri pezzi preferiti, abbiamo buon materiale devo dire
JIM BEACH: Lo abbiamo lasciato andare avanti un po'
PRODUTTORE: Continuate pure, chiacchierate sui progetti per il futuro e qualunque cosa vi venga in mente, continuate...un buono slancio per altro materiale
MIKE: Va bene. Allora andiamo avanti, non arrendiamoci...potremmo vincere qualcosa...
PRODUTTORE: Apriremo lo Champagne tra un minuto)

MIKE: Ok, bene.

FREDDIE: Ci sono altre canzoni

JOHN: Manca l'ultima

MIKE: E' uno speciale di un'ora...

ROGER: Sì, stavo per dirlo

JOHN: Non hai parlato di 'Was It All Worth It'

ROGER: 'Was It All Worth It'

MIKE: No ma, possiamo inserire così tante tracce in 60 minuti. C'è la chiacchierata, i vostri brani preferiti e un piccolo medley all'inizio. Quindi lo menzioneremo, possiamo sempre cambiare le tracce. John, qual è la tua traccia preferita dell'album?

JOHN: Questa...non so ,è difficile dirlo a questo punto perchè abbiamo appena finito

MIKE: No, non abbiamo finito, il nastro sta ancora girando...

JOHN: No, abbiamo appena finito di fare l'album (risate) e a questo punto non puoi...

MIKE: Qual era quella che stavi per nominare, era quella che ti piaceva?

JOHN: Oh, 'Was It All Worth It'

FREDDIE: Ti piace quella

JOHN: Mi piace quella, sì. E' l'ultima traccia dell'album.

BRIAN: Ecco perchè gli piace

JOHN: Beh, sì... è semi autobiografica

MIKE: L'autobiografia di chi?

JOHN: Beh, della band...

ROGER: La nostra

MIKE: Tutti voi?

ROGER: Sì

FREDDIE: Te incluso se vuoi... (Risate)
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MIKE: Grazie...Che programmi avete per il futuro, andrete in tour?

ROGER: (ride) Passo la domanda al prossimo...

MIKE: Vi siete già chiesti se andrete in tour? A qualcuno di voi piacerebbe?

FREDDIE: Beh, io non vorrei, so che si aspettano che lo dica io. Al momento non credo che mi piacerebbe andare in tour. Si torna indietro alla routine che volevo spezzare per quanto mi riguarda. Ho lavorato in studio per due anni, facendo l'album dei Queen e prima ancora quello con Montserrat e credo che per me non sarebbe giusto. E' come tornare indietro esattamente alle cose che volevamo evitare. Penso sia una questione di tempo, dobbiamo solo aspettare e vedere...se succede qualcosa e decidiamo di andare in tour allora lo faremo ma, personalmente, non volevo tornarci con lo stesso pretesto di prima... esce un album e poi si parte. Per quanto mi riguarda, ci siamo esibiti in molti grandi luoghi e tutto il resto...dobbiamo pensare a qualcosa di diverso.

MIKE: Cosa c'è di nuovo...voglio dire tutti vanno in tour e quando hanno finito fanno altri album quindi...è tempo che le persone si siedano e inventino un nuovo concetto per esibirsi di fronte al pubblico?

FREDDIE: Beh, credo sia a discrezione di ognuno e per quanto riguarda i Queen, la mia prospettiva è che dobbiamo pensare a qualcosa di nuovo e al momento non abbiamo idee 

MIKE: Forse avvicinarsi a Jean Michel Jarre?

FREDDIE: Non intendo in quel modo. Significa...

BRIAN: Chi?

JOHN: Che cosa fa?

FREDDIE: Significa 'uscire' dallo schema dei Queen..

JOHN: Luci e fuochi d'artificio, giusto?

FREDDIE: ...e cose di quel tipo, ed è ciò che ho fatto e volevo fare altrimenti...

BRIAN: Oh quel ragazzo che mima, con i laser

JOHN: Quello, sì.

ROGER: Te lo immagini

FREDDIE...altrimenti invecchieremo e, ritorno sul discorso di Montserrat, sono contento di averlo fatto. Non avrei mai avuto quella possibilità se avessimo continuato a far girare la ruota come è successo perchè in quel momento...cioè nel corso degli anni, tutto ciò che abbiamo fatto è stato registrare un album all'anno per poi partire in tour in giro per il mondo e di nuovo, nel momento in cui ritornavamo, dover pensare al nuovo album. Se non ci fossimo fermati per due anni, arrivati a quel livello, tutto questo ora non starebbe accadendo...e non saremmo qui a parlare con te del nuovo album adesso

ROGER: Già, probabilmente non sarebbe successo

FREDDIE: E' stato come uscire dai Queen, fare qualcos'altro nel frattempo e poter dire 'ci mancano i Queen', vogliamo ritornare e fare qualcosa insieme. E' per questo che penso che l'album suoni così fresco.

MIKE: Non siete cambiati molto rispetto a quando avete iniziato, cioè non siete invecchiati moltissimo da allora

BRIAN: Oh, Mike sei così gentile

JOHN: Oh, Mike

MIKE: Sto mentendo (risate). No, visto che non siete cambiati molto dagli inizi, avete pensato alla possibilità di realizzare un film della vostra carriera...la storia dei Queen?

BRIAN: Beh, c'è già qualcosa in giro. C'è una sorta di video antologia, la storia dei Queen in tre lunghissimi volumi

ROGER: C'è Meryl Streep

MIKE: Sì ma intendo un film vero

BRIAN: E Jack Nicholson che impersona me (risate)

FREDDIE: Intendi un film con noi che recitiamo davvero?

MIKE: Sì, tu che interpreti te stesso nella storia dei Queen

FREDDIE: Oh, che noia

ROGER: Oh no, credo che sarebbe assolutamente orrendo

FREDDIE: Cominciare a prendere lezioni di recitazione e cose del genere

MIKE: Per cosa? Per essere te stesso?

FREDDIE: No, intendo essere diretti da qualcuno, credo che nessuno di noi abbia questo genere di velleità. Personalmente non voglio essere una star del cinema e cose del genere...cioè so che Sting lo fa e altre persone...lo avremmo fatto molto tempo fa se avessimo voluto

MIKE: Cosa vuoi fare?

FREDDIE: Beh, voglio solo essere un vecchio bacucco (old fart) e andare avanti così come siamo (risate)

ROGER: Veramente, questo potrebbe sembrare strano, perchè abbiamo costruito molta della nostra reputazione sulle nostre esibizioni live ma penso che finchè non siamo pronti per tornare sul palco a suonare ancora...quando saremo tutti pronti per farlo...forse non lo faremo ma si spera di sì ad un certo punto...sto blaterando vero? (risate)

FREDDIE: E' un argomento delicato

ROGER: So che suona un po' strano perchè là fuori c'è molta richiesta  ma credo che arriverà il momento e sarà quello giusto, si spera.

MIKE: Avete bisogno di essere 'affamati' per farlo o no?

BRIAN: No, non si tratta di quello davvero

FREDDIE: Io devo esserlo. Vedi, stai parlando con quattro persone che hanno idee molto diverse, e individualmente molto forti, e ci vogliono quattro persone che vogliano farlo. Se una persona non vuole, e mi spiace dirlo ma attualmente quella sono io, sono molto sincero e lo dico

MIKE: Cosa, che gli altri vorrebbero andare in tour?

FREDDIE: Penso di sì, sono io quello che non vuole

MIKE: Ti odiano per questo motivo?

FREDDIE: Non so, non mi importa davvero cosa pensano. Solo io non voglio farlo e non credo che questo li deluda è solo che...penso che dopo tutti questi anni dobbiamo credere gli uni negli altri e se uno no noi non vuole farlo per qualche motivo e ha una lamentela a riguardo....credo che io farei lo stesso se, diciamo Brian, improvvisamente non volesse farlo. Cioè se uno di loro non avesse voluto realizzare questo album avremmo dovuto adattarci perchè non ha senso forzare qualcuno, specialmente dopo tutti questi anni, sarebbe terribile. E' come dici tu, sei affamato, devi essere affamato soprattutto dopo tutti gli anni passati a fare le cose che abbiamo fatto altrimenti ci sarebbe odio, non voglio fare il nome di nessuno, ma odierei cercare di venirne a capo solo perchè sono obbligato a farlo. Cioè non abbiamo più bisogno di soldi per essere davvero onesti, perciò non lo facciamo per il soldi ma per la musica penso, so che è una cosa noiosa da dire perchè abbiamo ancora la musica dentro di noi e ogni tanto.... se te ne allontani pensi 'Mio Dio, mi chiedo come le persone ci accettino ancora' e cose così. Questo c'è ancora quindi la fame deve esserci e non credo davvero che questo album sarebbe uscito se non fossimo ancora affamati della nostra musica. Siamo contenti di come sono andate le cose...C'è stato un momento, dopo due o tre mesi, in cui ho pensato che ci saremmo sciolti, che tutto sarebbe andato in pezzi e anche questo progetto, ma siamo andati avanti. Dal mio punto di vista penso, ed è molto più difficile ora di prima, che dobbiamo davvero voler fare queste cose.

MIKE: Quindi gli altri di voi, come si liberano di questa frustrazione... dal momento che, magari, vorreste andare in tour... pensate 'Ok andremo e suoneremo da qualche altra parte'

FREDDIE: Beh, lui lo fa

MIKE: Sì tu stai suonando con i Cross

ROGER: Sì ho suonato con i Cross, e mi diverto, è una vera uscita per me ed è anche diverso come dicevo, non sono il batterista nella band perciò è interessante. Voglio dire che ci posso convivere e ognuno ha il suo modo di pensare, abbiamo sempre fatto le cose che volevamo fare e non possiamo andare in tour se uno di noi non è convinto, sarebbe come tradirsi quindi... eccoci qui
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MIKE: Che cosa mi dici dei tuoi progetti futuri Roger? C'è qualcosa in arrivo?

ROGER: Spero di fare un altro album con i Cross prima o poi, non sono esattamente sicuro di quando sarà e vedremo cosa accadrà ma nel frattempo spero che questo album dei Queen riceva una buona accoglienza. Questo è una fase molto divertente, abbiamo appena finito l'album e ora non sappiamo davvero, siamo un po' sotto shock...siamo stati in studio per un anno e forse non è il momento migliore per chiedercelo perchè... non abbiamo uno sguardo retrospettivo, nessuna prospettiva

MIKE: E tu Brian, piani per il futuro, qualcosa su cui voi mettere i denti?

BRIAN: Beh, ho un album solista sulla carta da lungo tempo, ho scritto molte cose ma non sono ancora riuscito a dargli la forma che desidero. Credo di voler essere un frontman oltre che un chitarrista, me ne sono reso conto con Roger e John alle convention dei Queen e mi sono divertito a cantere così come a suonare. Non sono un cantante, ma avere la libertà di esprimere le proprie idee con la voce oltre che con la chitarra è stata una bella sensazione. Non mi aspetto di esibirmi al Madison Square Garden, a Earls' Court o qualsiasi altro posto ma mi piacerebbe cantare in qualche club e vedere cosa succede, perchè sento di avere qualcosa da dire da solo, così come con il  gruppo

MIKE: Hai mai avuto la percezione di voler mettere insieme una band blues , per esempio?

BRIAN: Beh, credo di esserci andato vicino, molto del materiale che ho scritto per il progetto solista è una sorta di band blues, è divertente che tu l'abbia detto...suppongo di essere un po' più vicino al blues rispetto al resto della band, mi sento a casa facendo quel genere di cose quindi vedremo...sono un grande ammiratore di quello che ha fatto Eric Clapton con la sua carriera e ha organizzato tutto il suo lavoro in base alle proprie abilità, ha molto da dire. Come modello non potrei scegliere di meglio che Mr. Clapton

MIKE: Esatto. John, hai ancora qualche cosa in programma con i Morris Minors o...

JOHN: Sì ce n'è uno, mi spiace...a parte quello non ho progetti al momento. Abbiamo appena trascorso un anno in studio e siamo assolutamente...mi sento esausto per questo. E' stato un duro e lungo lavoro, e fare questa intervista è anche peggio

MIKE: Dai! Ti sei fatto una bella vacanza sugli sci nel frattempo.

JOHN: Beh, sono stati 5 giorni, 6 giorni...Ed è stato molto più stancante che lavorare in studio.. al momento farò un piccolo breack, andrò via con la famiglia per Pasqua e poi vediamo cosa succede, ma non ho alcun piano dopo quello

MIKE: John non ha piani

JOHN: No davvero

MIKE: Ok...bello

JOHN: Sono aperto alle offerte, metterò un'inserzione su Melody Maker

MIKE: beh, avresti dovuto dirlo, è riservato (risate). John Deacon cerca concerti, no hippy, no artisti di strada

ROGER: Da solo o...?

MIKE: Bene, normalmente non mi piacciono i lunedì, ma questo lunedì di festa sarà un' eccezione perchè..ah! Abbiamo quattro Queen per un'ora e sono...

ROGER: Roger Taylor

BRIAN: Brian May

JOHN: John Deacon

FREDDIE: E Freddie Mercury

MIKE: Eccoci qui, ve l'avevo detto

ROGER: State con noi

BRIAN: I ragazzi dei Queen

MIKE: Ne facciamo delle altre

PRODUTTORE: Solo un'altra per favore, cosa stavi dicendo...'I ragazzi dei Queen'

BRIAN: Qual è il titolo del programma?

ROGER: 'Queen For An Hour'

MIKE: 'Queen For An Hour'

BRIAN: 'Queen For An Hour'

MIKE: Bene, normalmente non mi piacciono i lunedì, ma questo lunedì sarà diverso perchè abbiamo quattro ragazzi che saranno 'Queen per un'ora, e sorprendentemente sono...

ROGER: Roger Taylor, batteria

BRIAN: Brian May

JOHN: John Deacon

FREDDIE: Freddie Mercury

MIKE: Ve l'ho detto, fidatevi! Freddie va avanti, di' qualcosa..

FREDDIE: Oh pensavo che mi introducessi tu

MIKE: No no, vai con i tuoi tempi, possiamo usare tutto . Vai Freddie, di' qualcosa

FREDDIE: Ciao

MIKE: Oh scusate....Vai Freddie, di' qualcosa

FREDDIE: Ciao, sono Freddie Mercury, spero che vi piacciano alcune tracce dall'album che si intitola 'The Miracle'

JOHN: Ciao, sono John Deacon, state ascoltanto Radio 1 e siamo con Mike Read

BRIAN: Che saranno Queen For An Hour, sono Brian May

ROGER: E Io sono Roger Taylor, state con noi

MIKE: Io non sono Queen For An Hour ma loro lo sono (risate)



Queen For On Hour
Trasmessa il 29.05.1989 da Radio1 - BBC
Trascrizione: Queen for an Hour - 'Queen For An Hour' interview with Mike Read, 'The Miracle' album, BBC Radio 1
Audio completo: https://www.youtube.com/watch?v=9Mdb6Hz8YY0
Traduzione: Cristina Merlo



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