STORMING STILETTOS

Vi presentiamo la traduzione di una bella intervista a Brian May e Roger Taylor pubblicata sul sito asiatico Today Online. Il giornalista ha raccolto le dichiarazioni dei due musicisti che, in occasione dei 40 anni di carriera dei Queen, ripercorrono alcune tappe fondamentali della loro carriera, ricordando in modo particolare Freddie Mercury e soffermandosi anche sul ruolo di John Deacon.

 

Inoltre, nell'introduzione dell'articolo vi è un riferimento a un progetto davvero sorprendente, per il quale ci auguriamo possano esserci ampie conferme entro breve.
 

Quaranta anni fa, un giovane bassista di nome John Deacon entrò a far parte di una band che comprendeva il chitarrista Brian May, il batterista Roger Taylor e lo sfavillante cantante Farroukh Bulsara. Quest'ultimo sarà poi meglio conosciuto come Freddie Mercury.

La band divenne una delle più grandi della storia, raggiungengo 18 volte il primo posto nella classifica degli album, vendendo oltre 150 milioni di copie in tutto il mondo, e conquistando numerosi premi, comprenso un Guiness dei Primati nel 2005 per aver stazione nelle classifiche inglesi per ben 1322 settimane, battendo qualsiasi altro artista, Beatles compresi.

E per celebrare l'anniversario dei 40 anni, la Island Record realizzerò tuti gli album del gruppo in un formato deluxe, con suoni rimasterizzati e l'aggiunta di canzoni extra. I primi cinque cd usciranno a Singapore questa settimana, assieme al primo di tre volumi di una raccolta intitolata Deep Cuts, una compilation non di successi, ma di brani amati dalla band stessa e dai fans come fossero delle vere e proprie hits.

C'è anche in discussione un film biografico, con Sacha Baron Cohen che interpreterà il ruolo del frontman, e persino un concerto per la tv e la rete con May e Taylor che suoneranno assieme a musicisti ospiti (Deacon si è ritirato dal gruppo nel 1997 e declina ormai ogni partecipazione alle attività dei Queen).

Agli inizi di questo mese, May e Tayor hanno aperto Stormtrooper in Stilettos, un'esibizione retrospettiva che celebra la formazione della band. Si è svolta presso la Old Truman Brewery di Londra.

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Uno strano posto dove posizionare un'esibizione celebrativa di una delle più grandi band del mondo forse, ma May suggerisce che si tratta più di un raccordo, come recita il titolo della mostra stessa.

"La vera essenza della nostra musica è la forza, anche se abbiamo rappresentato delle idee davvero delicate. Quindi c'è un'anomalia in questo...ma siamo noi. E' un paradosso, ma la gente ci dice che siamo proprio un paradosso come gruppo."

Questo paradosso, dice May, è sempre esistito, fin da quanto la band è nata nel lontano 1971.

"Eravamo giovani e poveri, avevamo un sogno ma nessuno lo condivideva...Ogni sorta di infleunza si è coagulata pper farci diventare ciò che siamo," dice il 63enne chitarrista. "Eravamo come una spugna e assorbivamo tutta la meravigliosa musica che ci circondava. La cosa fortunata è stata che Freddie e Roger avevano una visione molto simile."

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Ovviamente Mercury era già un personaggio terribilmente variegato già agli inizi.

"Lui è sempre stato una rock star," dice May. "Lo è sempre stato! Era una cosa divertente. Era un ragazzo davvero timido, insicuro, e proveniva da una scuola davvero severa...E la sua reazione a questo fu diventare completamente l'opposto, totalmente oltraggioso, costruendosi un'immagine nella quale si trovasse a suo agio. Ricordo Freddie come una persona che si è fatta completamente da sè. Aveva la sua visione, il suo sogno e ha costruito ogni cosa in modo tale da renderlo possibile. E noi siamo stati parte di questo viaggio."

Il viaggio in questione non ebbe inizi positivi. I Queen furono gestiti dai proprietari dei famosi studi di registrazione Trident, ma dato che non volevano spendere molto denaro per loro, il primo album del gruppo fu registrato durante i tempi morti lasciati liberi da altri artisti durante le ore notturne.

"Essenzialmente, se c'era qualcuno come David Bowie che finiva di lavorare alle tre del mattino, quelli degli studi ci chiamavano e ci dicevamo, 'Venite ragazzi, abbiamo un pò di tempo'," ricorda May.

I ragazzi impararono rapidamente a sfruttare il tempo a loro disposizione, in particolare Mercury che, sorprendentemente, si dimostrò capace di industriarsi in quella situazione.

"Lui era davvero indisciplinato quando lo incontrammo la prima volta nelle vesti di performer. Correvva in ogni dove e gridava e generalmente era abbastanza scioccante come cosa," dice May. "Ma molto presto, non appena iniziò a riascoltarsi in studio....ricrodo che Freddie ascoltava ciò che aveva registrato ed era davvero critico con se stesso e lavorava duramente notte e giorno per migliorare la sua voce e renderla fedele a ciò che voleva essere."

Ma fu dal vivo che la band rivelò tutto il proprio potenziale.

"In quei giorni, era facile dimenticarsi di una band che non faceva nulla sul palco," dice il 61enne Taylor. "La gente non si muoveva, sai, non muoveva le teste. Così mettemmo in piedi uno show molto scandalosamente teatrale. Freddie in questo fu veramente grande. Nessuno era capace di fare quello che riusciva a fare lui."

Incomprensibilmente, ci volle un pò affinché pubblico e media riuscissero a comprendere una strana creatura come i Queen. "Parecchia gente non ci capiva. Eravamo difficili da catalogare. Eravamo una sorta di mix tra hard rock e tante altre cose," dice Taylor.

"Credo che il business del rock sia la persistenza," aggiunge May. "Per cui noi abbiamo perserverato, abbiamo fatto ciò in cui credevamo e gradualmente la palla di neve è cresciuta e si è messa in moto."

La palla di neve divenne una vera e propria valanga di successi con la canzone Bohemian Rhapsody, un complesso di stravaganze ma con una grande accessibilità, unitamentente al relativo album in cui era contenuta, A Night At The Opera. Il disco conteneva influenze di ogni genere, dal rock all'opera.

Curiosamente, mentre i Queen dominavano su tutto il resto del mondo, persero parte del loro successo in America nel 1984 con la pubblicazione di The Works, che contenva alcune delle loro hits di maggior successo, come I Want To Break Free e Radio Ga Ga.

 
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Secondo May sono state tre le ragioni che hanno determinato il declino dei Queen in America: 1) nessuno ha capito il significato del video di I Want To Break Free, a diffrenza di quanto accaduto ad esempio in Inghilterra, dove il riferimento parodistico alla soap-opera Coronation Street fu chiaro fin da subito; 2) la mancanza di investimenti per promuovere le loro canzoni nelle radio; 3) un uomo chiamato Paul.

"Avevamo questo ragazzo di nome Paul, non adatto alle grandi dimensioni dei panni che doveva indossare," riflette May. "Abbiamo lavorato duramente per avere un buon rapporto con tutti i media negli States, soprattutto io e Roger, e questo ragazzo, nel corso di un tour, andò in ogni radio a sparlare. Per cui perdemmo il buon rapporto con i media. Fu una cosa davvero triste. Ricordo che in proposito Freddie disse, 'Probabilmente dovrò morire prima che l'America ci voglia di nuovo da quelle parti."

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C'è stato un tempo in cui il gruppo ha provato a dimenticare ciò che è successo. Era il 1991 e Mercury morì a causa di una broncopolmonite indotta dall'Aids.

"Non sapevamo davvero cosa fare dopo la sua morte," dice Taylor. "Pensavamo che era la fine di tutto."

"All'inizio era finito tutto", aggiunge May. "Non avevo nessuna voglia di parlare dei Queen e non volevo essere nei Queen. Volevo indietro la mia vita. Pensavo ai Queen come a una grande ombra che non potevo allontanare da me. Ma....l'avevamo creata noi, era parte di noi," continua. "E non poteva finire perchè è qualcosa che è sempre stata con noi."

Anche se Deacon si è sempre rifiutato di prenderne parte?

"John vive in modo davvero tranquillo e lo ha deciso anni fa," dice Taylor. "Penso che lui abbia subito lo stress che comporta il mondo del business, specialmente dopo la morte di Freddie, in un modo davvero forte. Ma lui è comunque un nostro partner - prende i suoi compensi - ma non lo vediamo molto. E' molto tranquillo e questo è lo stile che piace a lui."

Quaranta anni sulla strada, 20 anni senza il proprio frontman, l'eredità dei Queen continua comunque a vivere. Impossibile non chiedere a May e Taylor il perchè di questo risultato.

"In qualche modo i Queen hanno acquisito una propria vita," dice Taylor. "Non abbiamo pianificato nulla. Il musical e tutte le altre cose consentono di far ritenere la band viva per la gente."

"Sono ancora abbastanza resistente," dice May. "Qualcuno ci dice perchè non andiamo in tour, non prendiamo un cantante. Ma io non ne ho voglia."

In ogni caso, entrambi ammettono che è difficile dire di no alla forza dei Queen.

"E' una cosa al centro della mia vita. Ogni cosa vi ruota attorno," dice Taylor.

E May aggiunge: "C'è una forza spirituale molto forte nei Queen. Sia io che Roger ci lottiamo contro talvolta, ma penso che ciò che abbiamo creato sia apprezzato e noi amiamo quello che abbiamo fatto e ne siamo orgogliosi. E' il sogno diventato realtà."

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