LONDRA - «Un viaggio nel passato emotivamente duro da affrontare».

Esattamente 40 anni fa John Deacon passava il provino da bassista e finalizzava la composizione del gruppo: nascevano i Queen e con loro la leggenda di Freddie Mercury. Oggi Mercury non c' è più, Deacon è andato in pensione, eppure la band sopravvive e continua a raccogliere fan. Per entrare alla Truman Brewery di Brick Lane, dove sino al 12 marzo è in cartellone «Stormtroopers in Stilettos», una mostra itinerante sui primi anni del gruppo, questo fine settimana c' era la fila.

L' album Greatest Hits, del 1981, rimane tra i più venduti nel Regno Unito mentre abbondano gli artisti - da Lady Gaga ai Foofighters, a Mika - che citano come ispirazione i quattro ragazzi che nel 1971 debuttarono all' Imperial College di Londra. E ora, per l' anniversario, la Universal ripubblica tutti gli album rimasterizzati e con molti «bonus» della band, cominciando dai primi cinque (il 14 marzo) per proseguire con gli altri nei mesi successivi.

Per Brian May, chitarrista e mente del gruppo, il tempo è passato quasi troppo in fretta: «Visionare la mostra - racconta -non è stata un' esperienza soltanto positiva: è stato un po' come andare al Victoria and Albert Museum e vedersi dentro una bacheca tutta impolverata, quasi fossimo cimeli anche noi». Sono trascorsi quasi vent' anni dalla morte di Mercury (24 novembre ' 91), eppure per May e per il batterista Roger Taylor la sua scomparsa ha lasciato un vuoto che non è mai stato colmato. «Purtroppo la sera dell' inaugurazione ho perso la pazienza - si rammarica May, che ha i modi e la cordiale educazione di un simpatico professore universitario -. Qualcuno infatti mi ha gridato "Come si sta senza Freddie?", e la verità è che sì, siamo andati avanti, abbiamo sopportato la sua assenza, abbiamo trovato un modo di continuare a fare la nostra vita, ma il dolore non scompare mai. Freddie ci manca ancora, e la gente forse non se ne rende conto». La mostra ha riportato a galla tante emozioni: «Molto materiale arriva dai miei archivi personali e non mi avrebbe dovuto sorprendere - racconta -. In questi anni ho visto tante foto di Freddie, ma alla mostra ce n' era una in particolare che mi ha fatto venire i brividi. Eravamo andati a vedere le gare di cavalli, spensierati, tranquilli, allegri. Eravamo giovanissimi. E' stato molto strano guardare quelle immagini, in cui Freddie c' era ancora, stava bene, io ero più piccolo dei miei figli, mia moglie sembrava una ragazzina. E come eravamo poveri... Facevamo la vita da star, ci atteggiavamo a grandi del rock, ma in realtà mangiare era un problema. Non avevamo una dimora fissa. Freddie dormiva qua e là, per terra, a casa di amici, io avevo un buco in affitto».

Il segreto, sottolinea May, è che a differenza di altri artisti, avevano le idee chiare sul suono e sull' immagine del gruppo. «Avevamo i piedi per terra. Non abbiamo mai creduto al mito o alla leggenda, a quello che la gente diceva o scriveva di noi. Questo ci ha aiutato tantissimo a sopravvivere alla fama e al successo, ci ha permesso anche di combattere le nostre battaglie con la casa discografica. A volte ci veniva chiesto di fare una cosa piuttosto che un' altra, ma abbiamo sempre imposto le nostre scelte. Forse oggi gli artisti lottano di meno, hanno meno libertà».

La collaborazione con Paul Rodgers, che per la tournée del 2005 ha cantato con i Queen, «è stata un' esperienza positiva, che però non verrà ripetuta, perché Freddie non è sostituibile»,precisa May. Lui e Taylor (la giornalista scrive Rodgers) si sentono, in parte, i guardiani della memoria e del testamento artistico del compagno scomparso. «Spetta a noi - precisa - assicurare che venga ricordato come era, senza esagerazioni o corruzioni». Può darsi che ci sia ancora un concerto, «ma in generale oggi pensiamo a scrivere la nostra musica e a curare alcuni progetti ai quali teniamo molto. Come il musical, We Will Rock You e il film su Freddie con Sacha Baron Cohen nella parte del protagonista. E' il momento di fare un film su Freddie. Si merita un film splendido».


© 2017 QueenHeaven / Privacy Policy / Cookie Policy / Note Legali